N° 71 del 12 maggio 2017


Editoriale

E LA FRANCIA BOCCIA I RAZZISTI

Le elezioni presidenziali francesi hanno tenuto il mondo col fiato sospeso in attesa del verdetto finale. Se avessero vinto gli xenofobi rappresentati da Marie Le Pen si sarebbero aperti scenari ancora più inquietanti nel già precario equilibrio planetario, dopo l’inattesa e preoccupante affermazione dello sceriffo Trump negli Stati Uniti d’America. Invece il buon senso questa volta ha prevalso e tutti gli altri partiti, pure quelli i cui candidati erano stati battuti al primo turno, hanno fatto fronte comune e si sono schierati in un’inedita accozzaglia, pur di scongiurare la vittoria del diavolo. Vince il meno peggio: un giovane, nuovo quanto sciapito Macron, ma al suo posto poteva essere candidato chiunque, un comico, un ex campione sportivo, persino un còrso; sarebbe stato eletto comunque. Staremo a vedere quello che sarà in grado di fare; non c’è da farsi grosse illusioni. Per buono che potrà rivelarsi sarà al più una bella copia del nostro rottamatore, appena tornato in auge dopo un breve purgatorio, dopo la scontatissima ed inutile vittoria delle primarie, le uniche elezioni che è in grado di vincere a mani basse.

In tema col razzismo strisciante che ormai connota tristemente le comunità occidentali è il racconto di Agostino Trombetta, che illustra la repentina presa di coscienza di un discriminatore razziale pentito, dopo l’inatteso aiuto, che lo salva da una situazione che poteva rivelarsi letale, coraggiosamente prestatogli da chi meno si sarebbe aspettato.

Alfredo Padalino festeggia invece il compleanno di una vecchia gloria del cinema nazionale, spesso di serie B, molto utilizzato anche perchè da alcuni registi considerato un portafortuna. Parliamo di Origene Soffrano, in arte Jimmy il Fenomeno, l’unico lucerino (anche se solo di origine) ad avere conosciuto e trascorso una serata in compagnia del quartetto rock più celebre di tutti i tempi, proprio nella loro stagione di maggior successo.

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