feb 09, 2013 | Post by: admin Commenti disabilitati

A SANREMO QUEST’ANNO MANCA LA GNOCCA di Michele Colucci

 

La novità più sensazionale della prossima, imminente edizione del Festival della Canzone italiana non è il ritorno alla conduzione di Fabio Fazio, che già presentò le edizioni 1999 e 2000 apportando innovazioni soprattutto in campo culturale, affidando la co-conduzione della prima delle due edizioni nientemeno che ad un premio Nobel, il fisico Renato Dulbecco e ospitando l’inventore di glasnost e perestrojka, il leader sovietico Michail Gorbačëv.

Non è nemmeno l’introduzione della figura del direttore artistico, funzione che in precedenza veniva riassunta nel conduttore, quanto meno nell’era Baudo e in quella, più recente, di Gianni Morandi. Né la novità che a fare il direttore artistico sia stato chiamato addirittura un musicista vero (ma tu guarda un po’!) quel Mauro Pagani che molti ricorderanno violinista nella Premiata Forneria Marconi dei tempi migliori, uno dei gruppi di rock progressivo italiano (poi ribattezzato progressive) più innovatori; molti altri invece se lo ricordano affianco a Fabrizio De Andrè nella realizzazione, quale compositore, arrangiatore ed esecutore, del suo più fulgido capolavoro, quel Creuza De Ma’ che figura tra le migliori opere del secolo scorso. I più giovani l’hanno invece scoperto quale direttore artistico di una recente edizione della Notte Della Taranta di Melpignano nel Salento, oltre che per aver composto il brano Domani 21/4/09, dedicato alla vittime del terremoto in Abruzzo.

Nemmeno l’esclusione dei cantanti sanremesi in favore di artisti di (presunta) qualità costituisce una vera e propria novità: prima perché fu già fatto, con esiti disastrosi, nell’edizione 2004 condotta da Simona Ventura, quella che rischiò di vincere lo sconosciuto pianista e vocalist di Gioia del Colle Mario Rosini, poi classificatosi secondo, ma che grazie ad un sapiente pilotaggio del televoto, unica giuria prevista per quella edizione, fu fatta vincere a un risorto benché malandato Marco Masini che, in caso di sconfitta, rischiava di fare la fine di Luigi Tenco nel ’67. Poi perché i baroni sanremesi, sebbene esclusi dalla competizione ufficiale, poiché sono duri a morire (die hard), voilà eccoli ricomparire come ospiti, per cui nemmeno quest’anno riusciremo a scamparcela del tutto dal doverci sorbire una significativa rappresentanza, composta da Toto Cutugno, Ricchi e Poveri e l’immancabile Albano.

Anche gli ospiti invitati alla kermesse non rappresentano la vera innovazione, se non per il numero, davvero debordante: sono infatti previsti il tenore Andrea Bocelli, l’ex premiere dame francese, nonché cantautrice Carla Bruni, l’attore Beppe Fiorello (che ha interpretato Domenico Modugno in una fiction), l’onnipresente chef stellato Carlo Cracco (pure qua, ma è una persecuzione! Ovviamente per lui non c’è bisogno del pretesto per intervenire: c’è e basta) nonché l’ex calciatore Roberto Baggio, i direttori d’orchestra Daniel Barenboim e Daniel Harding, lo stralunato Antony Hegarty l’androgino leader del gruppo Antony And The Johnsons, il raffinatissimo musicista carioca Caetano Veloso, il cantautore israeliano Asaf Avidan, il ballerino Lutz Foster, i comici Claudio Bisio e Neri Marcorè. Saliranno sul palco anche Marco Alemanno (amico e collaboratore di Lucio Dalla), la tennista Flavia Pennetta (a fare che?), Benedetta e Cristina Parodi, Filippa Lagherback, collaboratrice di Fazio in Che Tempo Che Fa, la giornalista Ilaria D’Amico, l’allenatore di calcio Vincenzo Montella (vedi Pennetta), e poi Martina Stella, Valeria Bilello (chi è?), Max Biaggi, Eleonora Pedron (vedi Bilello), il pallanuotista Stefano Tempesti (vedi Pennetta e Montella), la campionessa olimpica di tiro con l’arco Jessica Rossi e chi più ne ha più ne metta. Molti hanno preconizzato una sorta di Che Tempo Che Fa in salsa sanremese, e non gli si può dare torto.

Ma la vera novità dell’edizione ‘63 di Sanremo è, udite udite, che mancano le vallette. Leggo lo sconforto nei vostri occhio, ma non preoccupatevi troppo: in realtà ci saranno due bellissime, tanto per non far mancare l’elemento femminile, da sempre trascinatore dell’auditel tanto caro ai nostri programmatori televisivi: infatti interverranno Bar Refaeli, accreditata per essere l’ex fidanzata di Leonardo Di Caprio e Bianca Balti, che può vantare nel curriculum un misero spot per la Tim; ma tant’è, per quel poco che devono fare, basta e avanza. La vera novità epocale, senza precedenti, è che le due veline non parteciperanno al Festival in veste di vallette, bensì di super-ospiti. Evidentemente Fazio dev’essere affetto da crisi di solitudine, se per muoversi ha bisogno di portarsi dietro tutta questa corte.

L’unica vedette sarà la spaurita Luciana Littizzetto che col suo consueto humour inglese si è precipitata a precisare: “Non corrispondo ai canoni delle gnocche di Sanremo”. Non ce n’era alcun bisogno, cara Lucianina. E’ chiaro che la tua funzione sarà solo quella di intrattenere, cercando di far ridere le mummie che per entrare al Teatro Ariston avranno sborsato qualcosa come cinquecento euro.

Ma non illudetevi; la mercificazione del sesso per esigenze commerciali non è finita. Si è solo presa una pausa in questa edizione del Festival della Canzone Italiana, probabilmente per la ristrettezza dei budget o per la tignosità del conduttore (che però non disdegna di accompagnarsi al figone svedese, il cui ruolo nella trasmissione di Fazio non si è ancora capito). Niente paura: alla prima occasione tutto tornerà come prima, con tette e culi a fare mostra di sé con qualsiasi pretesto (o anche senza).