feb 17, 2013 | Post by: admin Commenti disabilitati

IL CANE IN POLITICA di Paolo B. Colucci

 

Fedele all’uomo, bestie qual siamo, ci adorniamo felici.

I nostri amici e fedeli nel partito e nella corrente così si assomigliano.

Adoriamo l’ideologia che non c’è: quella del denaro corrente …

E  se una banca o una meccanica corrotte ribaltano l’opinione

noi tutti pensiamo che il gioco vale la pena …

Aspettiamo di dare un voto pagnotta al prossimo uomo che con il suo

lifting o restyling appare e scompare dietro le quinte del palcoscenico

televisivo, del palcoscenico parlamentare e non basta avere 26 anni per

cambiare la vita italiana, non basta il canone rai della vita

a cambiare ciò che in Italia è immutabile …

Il pagliaccio è nato, cresciuto e non morirà mai nell’uomo che si ritira,

nell’uomo che di politica si ciba come del gioco d’azzardo,

la politica ad honorem è un’utopia, ma bisogna aspirarla per non avere

inchiodati a vita, corrotti  onnipresenti, padri insoddisfatti e figli

disoccupati e denaro a volontà nei nostri sogni.

Il senso civico e le città che funzionano a misura d’uomo, e un nord che

è un sud e un sud che è un nord, il mare confuso con i monti e la neve

confusa con il fuoco del deserto, insomma una rivoluzione della

natura di cazzo dell’italiano … questo ci vuole …

per non essere dei cani in politica.