feb 17, 2013 | Post by: admin Commenti disabilitati

UN CONSIGLIO AI PECCATORI di Antonio Carbone

 

In questi giorni freddolosi ho ripreso a studiare libri antichi che trattano di vari argomenti storici, e fra le mani ho un libro stampato a Napoli nel 1835 che parla della Cattedrale di Lucera, quando fu eletta da papa Gregorio XVI basilica minore.

Tra le tante cose interessanti descritte in quelle pagine, mi hanno colpito in particolare quelle dove si parla delle indulgenze. Incuriosito, ho approfondito l’argomento e voglio farvi partecipi delle mie riflessioni.

La dottrina della chiesa cattolica afferma che le indulgenze danno la possibilità di cancellare una parte di un peccato (detta pena temporale) dal peccatore che si sia sinceramente pentito del suo errore e sia stato perdonato tramite la confessione.

L’indulgenza può essere parziale o plenaria, cioé può liberare in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati; è attualmente disciplinata dai documenti Indulgentiarum Doctrina e dal Manuale delle Indulgenze. Nei secoli scorsi l’uso delle indulgenze era molto diffuso e si introdusse anche la possibilità di ottenerle con un’offerta di denaro, detta oblatio, per aiutare la chiesa nella sua opera.

A questo punto io, peccatore incallito, mi devo procurare assolutamente il manuale d’uso ed informarmi se posso pagare con la carta di credito o fare un bonifico.

Ma torniamo alle pagine ingiallite del suddetto libro. Leggo come si ottengono in pratica le famose indulgenze.

Se vado a Roma e voglio un’indulgenza devo fare il giro dei Sette Altari della Basilica Vaticana (segue elenco, pag. 71 – ma non erano le sette chiese? Mah!). Continuando a leggere, se si va a pregare sugli altari specificati e nei giorni espressamente indicati, gli anni di indulgenza aumentano vertiginosmente: ad esempio, nella domenica di quinquagesima si hanno 28 mila anni di sconto; la domenica di quaresima, 18 mila anni; il giorno di Santa Petronilla solo 1000 anni; il giorno di San Marco 28 mila anni, ecc. ecc.

Per farla breve, se qualcuno è interessato alla questione, con questo elenco dettagliato e con il manuale d’uso a portata di mano, si può usufruire di notevoli sconti di pena temporale nel caso che, dopo la dipartita, la destinazione sia il purgatorio (o inferno provvisorio).

L’autore del libro, dopo una lista interminabile di cose da fare e come farle, evidentemente si rende conto che tutte le rette pratiche sono quasi impossibili da rispettare, e così al povero peccatore penitente passa la voglia. Allora l’autore – tale Vigilanti –  consiglia molto praticamente “purnullamento volendo spianar la strada agl’ignoranti, ed a coloro che non sapessero ben regolarsi in ciò, che far si debba, ecco una breve norma da tenersi; potrà cominciarsi la visita da quell’altare che si vorrà, e terminarsi ove meglo si crederà, come si è notato al n. 13 pag. 69; gioverà, dopo la confessione e communione fatta per questo fine santo, la recita degli atti cristiani”.

Quindi, in conclusione, se siete ignoranti seguite il consiglio dell’autore; se invece siete possidenti, allora fate l’oblazione… e sopratutto pentitevi. Amen.

Non vorrei sembrare blasfemo, ma considerando i miei trascorsi, ho fatto un breve calcolo e sono riuscito a totalizzare circa 340.000 anni di indulgenza; chissà quanti peccati posso fare e riuscire a guadagnare nonostante tutto il paradiso, grazie alle indulgenze acquisite?

Chiedo venia..