apr 11, 2013 | Post by: admin Commenti disabilitati

LA GUERRA DI TROIA di Fieramosca da Roncisvalle

 

Aspre polemiche ha suscitato la recente esternazione di Franco Battiato assessore al Turismo della regione siciliana il quale lapidariamente ha affermato: ”nel parlamento troie disposte a tutto ”.

L’inaspettata e ruvida uscita del cantautore, meglio noto per i suoi versi a metà strada tra la poesia e la filosofia, é stata accolta con stupore misto a sdegno, soprattutto dalla neoeletta presidente della Camera sig.ra Boldrini, la quale si é detta molto indignata per quanto dichiarato da Franco Battiato. Ma la Boldrini non é stata lasciata sola: Battiato non aveva fiatato nemmeno da 5 minuti, che già fioccavano le reazioni. Le prime dalle deputate dell’Europarlamento: dal centrosinistra, con Rita Borsellino che suggerisce le dimissioni da assessore come il «miglior gesto possibile» dopo una simile «caduta di stile», al centrodestra, con Cristiana Muscardini che si rattrista perché un «poeta si è rivelato un bifolco». La vicepresidente dell’Europarlamento Roberta Angelilli parla di «parole inaudite e volgari»; mentre la siciliana Sonia Alfano, presidente della Commissione antimafia, intima a Battiato: «chieda umilmente perdono». Da Roma il presidente dei deputati Pdl Renato Brunetta parla di «parole di una gravità inaudita» e il presidente dei senatori Pd Luigi Zanda si dichiara «offeso come senatore e come uomo». Beatrice Lorenzin (Pdl) ha chiesto alla Boldrini di querelarlo. E Daniela Santanchè dice che Battiato è «ignorante e becero» e ne auspica, per così dire, un sollecito ritorno al mondo della canzone.

Che dire? Non si può usare il termine ammucchiata, per non incorrere anche noi negli strali della Boldrini, ma indubbiamente ci troviamo di fronte a qualcosa di molto simile.

Chi scrive, come avrete capito, é una voce fuori dal coro perché, al di là di ogni facile ipocrisia, Battiato ha semplicemente detto quello che è sotto gli occhi di tutti e quello che ciascuno di noi, segretamente, forse già pensava, insieme ad un altro autorevole precedente: Vittorio Feltri, ospite della trasmissione “Le Invasioni Barbariche” il quale, tralasciando per un attimo il suo ben noto aplomb, si era lasciato sfuggire che “é un parlamento pieno di mignotte”.

Ed allora perchè tanta indignazione? Perchè prendersela tanto con il povero Battiato se con la sua boutade non è stato neanche tanto originale?

E’ stato detto (e così anche Daria Bignardi, conduttrice della trasmissione) che il riferimento alle donne é qualcosa di molto maschilista, ma Feltri ha replicato che, a suo modo di vedere, mignotte sono non soltanto alcune donne, ma anche numerosi uomini o che professano di esser tali, molto inclini a cambiare schieramento, alleanze o addirittura ideologia, a seconda del mutare degli eventi. Indubbiamente la frase di Battiato, anche per la nota mitezza dell’autore, é stata come un sasso nello stagno della tranquilla monotonia degli eventi nostrani.

Il motivo di tanta indignazione, a modesto parere di chi scrive, risiede nell’abitudine italiota all’ipocrisia ed al moralismo, aspetto che é all’origine di tanti sfaceli nel nostro paese, ove si parla in continuazione di “questione morale”, ma al contempo non si può fare a meno “di tutelare le istituzioni”. Il che sarebbe come dire: i nostri governanti sono molto spesso degli immorali o amorali, però abitano in una casa (l’istituzione) che é molto bella ed é anche nostra, solo in senso figurato però, perchè istituzionalmente deve dispensare privilegi soltanto in favore di pochi, non certo in favore del volgare popolino.

Questa sovrana dimora non può nè deve essere imbrattata dalle critiche, pena gli aspri rimbrotti dei tromboni di turno.

Tutto ciò, però, ricorda molto da vicino i “sepolcri imbiancati” citati nel Vangelo. Se vi sembra azzardato il paragone ripensate allo sciaguratissimo fenomeno dei preti pedofili, sino a poco tempo fa scrupolosamente celato, ma pericolosamente reale anche nel Belpaese.

Si badi bene, non si vuol dire nulla contro la confessione cattolica. Al contrario, con la citazione di cui sopra, se ne intendono richiamare – forse indegnamente – i principi: ciò che si vuole dire è che suscita un senso di profondo disgusto assistere a professioni di perbenismo, pseudo-moralismo, mielosa ed insopportabile professione o abuso di comportamenti di facciata, il tutto propagandato come politically correct, sempre nel rispetto del buon nome delle istituzioni.

Del resto è del Cristo anche la frase “chi è senza peccato scagli la prima pietra” pronunciata, non a caso, a tutela di una prostituta che, come si ricorderà, era stata condannata, con regolare sentenza, alla lapidazione.

Le istituzioni innanzitutto … ci mancherebbe altro !

La provocazione non vi convince? Ripensate allora ad un altro recente avvenimento: al termine delle consultazioni tra il malcapitato Bersani e la delegazione del M5S, quello che è ormai divenuto, malgrado tutto e tutti, il Beppe Nazionale, ha detto testualmente: i politici sono tutti dei puttanieri.

Ebbene nessuno si è stracciato le vesti: vi siete chiesti il perchè?

Perchè inconsciamente, nell’ottica del moralista di facciata, è meglio visto il puttaniere di chi invece si prostituisce. La spiegazione è che, in un’ottica perbenista, è meglio vietare la prostituzione sulla carta, ma tollerarla agli angoli di tutte le strade, ove si potrà tranquillamente far finta di non vedere.

Ecco perchè è tollerato colui che, segretamente, a puttane ci va, piuttosto che l’umile dispensatrice delle prestazioni la quale, suo malgrado, è costretta ad esibire la sua mercanzia in pubblico. Le reazioni al pur violento insulto non ci sono state perchè soffocate dall’indole falsamente moralista della quale, nostro malgrado, tutti noi siamo intrisi.

Così non si è sentita alcuna prima donna delle istituzioni censurare Grillo, né la Presidente della Commissione antimafia invocare l’intervento delle forze dell’ordine ed intimare a Grillo di «chiedere umilmente perdono». A prescindere che, trattandosi di Grillo, come minimo sarebbero state accolte da una sonora pernacchia, mentre il mite Battiato non presentava simili pericoli e difatti, poveraccio, dopo esser stato sottoposto ad un vero e proprio pestaggio, si é ritirato in buon ordine tornando a cercare il suo centro di gravità (permanente).

Ed allora cosa si vuol dire: semplicemente che in questo nostro paese, se continueremo a sbandierare oltre il lecito concetti astratti e fuori luogo, anche quando nessuno si è mai sognato di metterli in discussione, seguiteremo a farci del male, a tutelare politicanti forse correct, ma ladroni, deputate di facili costumi (o mutande) e preti e vescovi, nella migliore delle ipotesi faccendieri o puttanieri.

A tacere di magistrati troppo propensi all’agone politico. Il tutto per il buon nome delle istituzioni.

In attesa di cambiare la mentalità italiota (forse occorreranno secoli) quale potrebbe essere una soluzione nel prossimo futuro?

Si potrebbe approvare subito una riforma di rango costituzionale: le mignotte dovranno d’ora innanzi chiamarsi “operatrici dell’orgasmo”. Subito dopo si potrebbe studiare anche la possibilità di sottoporre ad imposizione fiscale le loro prestazioni, in tal modo potendo limare anche l’IMU. In tal modo sarebbero tutti quanti contenti, sia gli utenti che le istituzioni, ed anche l’Agenzia delle Entrate, i cui funzionari, nel tripudio generale, avrebbero la facoltà di sottoporre ad accertamento, invece che il barbiere o il dentista, una nuova categoria di professioniste.