apr 25, 2013 | Post by: admin Commenti disabilitati

AGNOSTICISMO COMPLOTTISTICO di Nicola Lembo

 

I più giovani si sono persi i tempi felici in cui si poteva esercitare la fantasia per immaginare oscure trame e strategie internazionali dietro i vari avvenimenti di cronaca, politica, sport, festival delle canzoni ed elezioni di miss balneari; in molti casi ci si prendeva o almeno si aveva la decisa sensazione che l’ipotesi complottistica avesse fondamento.
Da quando però, nel 1988, Umberto Eco ha pubblicato “Il pendolo di Foucault”, in cui è abilmente derisa la sindrome complottistica, si prova quasi vergogna a spiare dietro le quinte ed ha buon gioco nel confronto dialettico chi, magari a corto di argomenti, ridicolizza le altrui ipotesi chiedendogli ad esempio, con pacata serietà, a che punto della storia intervengano i templari…

E’ necessario quindi individuare nuovi meccanismi logici che ci consentano di distinguere fra le più strampalate ipotesi complottistiche, quelle che ritengono le scie degli aerei a reazione responsabili dell’addomesticamento chimico delle popolazioni di interi continenti o le verosimili ma indimostrate teorie sul signoraggio bancario, dalle valutazioni che si possono fare sui moventi autentici di alcune audaci o sorprendenti decisioni politiche.
Un buon sistema potrebbe essere un “agnosticismo complottistico” per cui si rinuncia, dove non è possibile fare altrimenti, a verificare l’esattezza delle ipotesi, ma si valuta solo il verificarsi effettivo delle conseguenze che il presunto complotto avrebbe causato.

Sono opportuni un paio di esempi.

Partiamo da un episodio precedente alla castrazione foucaultiana: Aldo Moro fu rapito nel ‘78, proprio il giorno in cui ci sarebbe dovuta essere la presentazione del governo di “solidarietà nazionale”, suggerito dal successo elettorale del PCI del ‘76, nel quale governo dovevano confluire parlamentari dei due schieramenti, fino ad allora alternativi, la DC ed appunto il PCI. Il leader comunista Berlinguer nel frattempo si era opportunamente sganciato dalla tutela sovietica, per rendersi accetto all’elettorato cattolico (memorabile un articolo di Famiglia Cristiana a preparazione del “compromesso storico” in cui si riaffermava, “purtroppo”, l’ateismo di Berlinguer, ma si sottolineava come questi non avesse impedito che i figli fossero battezzati e che essi e la moglie potessero accostarsi liberamente ai sacramenti…); situazione chiarissima, quindi, di preparazione della madre di tutti gli “inciuci”, per cui il rapimento di Moro ha suggerito subito più ipotesi complottistiche: un grande vecchio a capo delle BR (l’organizzazione responsabile del rapimento) manovrato da Mosca per impedire il tradimento del PCI; oppure lo stesso diabolico vecchio ma stipendiato in dollari per impedire l’avvicinamento del paese alla sfera sovietica; le ipotesi appaiono entrambe verosimili ma naturalmente si escludono a vicenda e soprattutto niente del genere è stato mai dimostrato…

Abbandoniamo l’ipotesi complottistica e la possibile verità storica o sposiamo casualmente una delle due ipotesi?

Bene, allora a che punto intervengono i templari?

Consideriamo anche una recente occasione di controversia complottistica: la sbracata in campo di Grillo prometteva di liberarci di una classe politica avida, corrotta, variamente compromessa e collusa; il risultato invece è stato il permanere in sella di Berlusconi e Monti, la rappresentanza estetica e concettuale di tutto quello di cui avremmo dovuto liberarci: l’ha fatto apposta? Se si avanza quest’ardita ipotesi complottistica si rischia di venire ribattezzati col nome di tal Giacobbo…

Ma in fondo è così importante stabilire se c’è questo comportamento subdolo che contraddice l’enunciato pubblico chiamato complotto? La sua definizione e collocazione non sono in fondo solo una formalità rispetto all’effetto prodotto?
E qui possiamo ricorrere a quello che ci è piaciuto chiamare “agnosticismo complottistico”, per cui dichiaro di non essere in grado di stabilire se complotto ci sia, ma anche che non mi interessa verificarne la fondatezza; mi basta individuare le conseguenze di un’iniziativa politica, per esprimere una valutazione e nel caso presente devo convenire che l’effetto dello scivolone in politica di Grillo è la ciambella di salvataggio provvidenziale per Berlusconi ed altri mesi di tempo per Monti per continuare a vendemmiare nelle nostre tasche e correre a pagare gli interessi sul debito alle amiche banche.

Complotto si-complotto no, cambiano naturalmente le valutazioni etiche sui protagonisti (delinquenti o imbecilli?) ma non le considerazioni politiche.
Allo stesso modo, è probabile che nel ‘78 non esistesse alcun grande vecchio, ma il risultato politico rimane: terminò la stagione della solidarietà nazionale, la DC ebbe il suo moderno martire e risalì la china elettorale, il PCI cominciò la discesa Berlinguer-Natta-Occhetto fino al ritorno di una nuova esperienza di solidarietà nazionale, dopo ben 35 anni.