apr 25, 2013 | Post by: admin Commenti disabilitati

NON ESCLUDO IL RITORNO di Fernando Antonio Casiere

Avevano ragione loro. Li abbiamo derisi ma avevano visto giusto. Ci eravamo fossilizzati sull’idea che il 21 dicembre uno spaventoso cataclisma avrebbe distrutto il nostro amato pianeta. Non abbiamo saputo leggere fra le righe.

Loro, i Maya, non avevano parlato di fine del mondo. Avevano semplicemente previsto una serie di eventi epocali che avrebbero minato tutte le nostre certezze.

E’ stato sufficiente aspettare qualche mese. E così, nell’ordine, è stato spazzato via, nel diritto canonico, il concetto di UNO. I papi adesso sono due. Il Vaticano non ha inteso aspettare la morte del Papa in carica per eleggerne un altro. Il vecchio detto “Morto un Papa se ne fa un altro“ è stato superato dalla Storia e va in soffitta pure lui  (il detto non il Papa).

Tuttavia la legge canonica, che prevedeva la carica a vita del Pontefice, è stata recepita dallo Stato Italiano, con una singolare quanto repentina inversione di tendenza.

Fino ad oggi, dall’inizio della Repubblica, una volta finito il mandato di sette anni (il più lungo tra quelli istituzionali), si procedeva all’elezione di un nuovo Presidente della Repubblica. Tale consuetudine è stata abrogata, cancellata. Le difficoltà mostrate dal Parlamento nel conclave per l’elezione del Presidente della Repubblica, con i papabili Cardinali Franco Marini e Romano Prodi impallinati da un centinaio di amabili Franchi Tiratori, hanno costretto lo Stato Italiano a mutuare la legge canonica. Con la conseguenza, di non poco conto, che adesso Colui che è stato investito della carica di Presidente della Repubblica, dovrà rimanerlo per tutta la vita. La carica di Pontefice, invece, contrariamente alla precedente prassi millenaria, avrà una durata limitata nel tempo.

Da oggi, esisterà la figura del Papa emerito ma non più quella del Presidente emerito.

I fedeli non si recheranno più in Piazza San Pietro ma a Piazza del Quirinale. Si creerà una joint venture fra i Corazzieri e le Guardie Svizzere, che saranno interscambiabili (tanto l’altezza coincide). Il Presidente celebrerà l’Angelus invitando i fedeli, con raccomandazioni religiosamente laiche, a rispettare le regole condivise, a non demonizzare l’avversario. Il Papa, dal canto suo, la sera del 31 dicembre leggerà il messaggio di fine anno a reti unificate, augurando pace e prosperità.

In omaggio alla par condicio (e al manuale Cencelli) il rito della Via Crucis sarà celebrato negli anni pari dal Papa e negli anni dispari dal Presidente. In questo 2013 il Papa Giorgio secondo ha già iniziato a portare sulle sue non più forti spalle la Croce. L’anno prossimo toccherà al Presidente Francesco Bergoglio.

Avevano ragione i Maya. Non ci sono più certezze.

E neanche le mezze stagioni.