apr 25, 2013 | Post by: admin Commenti disabilitati

VIENI A GIRARE IN PUGLIA, PUGLIA, PUGLIA – OVVERO: RIDGE E BROOKE TRA GLI ULIVI di Michele Colucci

La veterana tra le soap americane, l’epopea della famiglia Forrester chiamata “Beautiful”, giunta al 25° anno di vita ed alla trilionesima puntata, sbarca in queste settimane in terra di Puglia, precisamente a Polignano a Mare e Alberobello (con l’aggiunta della masseria San Domenico di Savelletri, dove ha sede l’agriturismo che ospita la truppa).

I 12 episodi girati un anno fa e già andati in onda in terra madre lo scorso giugno, rientrano in un furbo e redditizio progetto di autopromozione dell’opera, solo parte del quale prevede un impegno della produzione, mentre per il resto gode di finanziamenti da parte di enti locali e associazioni (dalla Regione Puglia all’Apulia Film Commission), oltre gli introiti pubblicitari. Tutto ciò rende appetibile la trasferta sia per gli americani, che ammortizzano le spese e trovano uno sfogo all’asfittica sceneggiatura, sia per i loro ospiti, i quali sperano in un adeguato ritorno promozionale, oltre a contare negli incassi diretti che un tale circo ha sicuramente lasciato sul campo. Che l’operazione sia conveniente è testimoniato dai numerosi precedenti (ben altri tre solo in Italia: lago di Como, Venezia e Portofino).

Il pretesto per la scampagnata è, manco a dirlo, l’ennesimo matrimonio, questa volta di uno dei rampolli della famiglia, la figlia di Brooke, Hope, che ha prescelto quale meta “esotica” per ambientare le nozze con Liam, la Puglia e la valle d’Itria, preferendola alle più scontate Hawaii e Seichelles, dove i veterani della soap infinite volte si sono promessi amore eterno (poi rivelatosi tutt’altro).

Certo fa sensazione sentire questi americani discettare di masserie, trulli e olivicoltura, spiegando al mondo intero, che ne segue le gesta con espressione beota, che nella sola regione puglia esistono sei milioni di piante di ulivo. Fa quasi tenerezza vedere il mascellone giocare a nascondino tra le piante secolari di ulivo con l’eterna sposa promessa, la rovina-famiglie Brooke, che finge di smarrire il proprio sposo, alla ricerca dell’oliva gigante che si rivelerà un abile nascondiglio per l’ennesimo anello di fidanzamento (ma quanti ne avrà collezionati?). Sembrano una versione aggiornata di Adamo ed Eva nel giardino dell’Eden, con la maxi oliva al posto della mela proibita e il serpente tentatore grande assente (sarà andato a fare un giro allo zoosafari di Fasano?). Tutto questo mentre i futuri sposi si sollazzano tra i panorami mozzafiato delle rocciose riviere polignanesi o nella Valle d’Itria disseminata di trulli.

Uno spottone pubblicitario sulle meraviglie della nostra terra che fa tenerezza per la sfacciataggine e il dilettantismo, a metà tra il documentario di terz’ordine e il trailer turistico.

Piuttosto si potrebbe pensare di imitare gli americani ed esportare le nostre fiction in terra straniera. Ad esempio vedrei bene Don Matteo in trasferta in Scandinavia, dove troverà ad attenderlo milioni di appassionati di gialli e nuovi omicidi da risolvere, in una versione all’amatriciana di Uomini che odiano le donne. Basterà montare le gomme da neve alla bicicletta e indossare una mantella pesante sull’abito talare e via, verso nuove avventure.