giu 15, 2013 | Post by: admin Commenti disabilitati

ANDIAMO TUTTI IN PIAZZA TAKSIM A ISTANBUL di Antonio Carbone

 

Sto seguendo in diretta web gli scontri che si succedono tra gli occupanti del parco Gezi, presso piazza Taksim e la polizia, nella splendida Istanbul; si vedono continue cariche e lancio di fumogeni, con gente che scappa per le strade. Chi come me conosce bene quella piazza non può non essere inorridito da tutta questa violenza di un regime guidato dall’islamico Erdogan che, sebbene regolarmente eletto, applica un concetto della democrazia tutto personale.

Riepiloghiamo i fatti: da giorni un gruppo di giovani turchi occupa Gezi Park per opporsi al taglio di 600 alberi, unico polmone verde nel centro di Istanbul; l’intenzione del governo è di costruire nel posto un centro commerciale. La giustificazione delle autorità è che non si può fermare il progresso.

Ma questi ragazzi non vogliono questo tipo di progresso, vogliono gli spazi liberi per incontrarsi e socializzare; per loro il progresso non sono solo i soldi.

Ma non basta, continuano i portavoce di questi giovani turchi, perché questa è soltanto l’ultima decisione di un governo che sta limitando sempre più le libertà personali. Si parla del divieto di consumare alcolici , dell’imposizione alle donne di canoni di abbigliamento ben precisi.

Erdogan, quando fu eletto dal partito filo-islamico promise che la Turchia non sarebbe diventato uno stato islamico, ma che sarebbe rimasto laico come lo era da 70 anni.

La Turchia, tra l’altro, ha chiesto ripetutamente l’ingresso nell’unione europea, dichiarandosi rispettosa della democrazia e della laicità dello stato e assicurando che avrebbe dato spazio alle opposizioni, nel pieno rispetto dei diritti delle donne e dei cittadini.

A guardar bene però, lentamente ma inesorabilmente, istigato dal partito islamico, da tempo, con piccole ma incisive leggi, viene regolamentata la vita dei cittadini e sopratutto delle donne, seguendo le anacronistiche e illiberali regole islamiche. Se tali regole fossero liberamente scelte dai cittadini sarebbe una loro facoltà e la rispetteremmo; ma non possiamo accettare regole etiche calate dall’alto, che ledono la libertà di chiunque.

Ho negli occhi le tragiche immagini, in tutto simili, di piazza Tienanmen del giugno 1989, dove il regime pseudocomunista ha dato il peggio della sua dittatura coperta di dollari, col complice silenzio delle grandi potenze (gli affari sono affari).

Spero solo che non finisca così anche a Istanbul e parafrasando Kennedy a Berlino, concludo: siamo tutti in Piazza Taksim.

L’Europa non deve permettere, ai governi non rispettosi dei diritti delle persone, di gloriarsi dei successi economici e consentire loro di entrare nella Comunità europea. Non esiste solo il pareggio di bilancio, esistono anche le PERSONE LIBERE.

Forza ragazzi e anche se solo col pensiero, siamo con voi in Piazza Taksim…

http://www.youtube.com/watch?v=ntGykqF3plQ