giu 15, 2013 | Post by: admin Commenti disabilitati

BACIAMI COME SE…….. (seconda parte) di Luciano Ciavarella

Fu in uno dei suoi momenti di maggiore fragilità che Olmo ricevette la seconda telefonata di Sofia, era in coda alle casse del supermercato. In quegli attimi, pur di ammazzare il tempo e ritrovare un briciolo di serenità, si trasformava in un compratore compulsivo, pronto all’acquisto di ogni paccottiglia o immondizia alimentare che avesse come unico requisito, il pregio e la qualità di essere a portata di mano. La ressa, la calca, il vociare insistito di mamme possedute e bambini
indemoniati lo facevano impazzire e immaginando di possedere doti taumaturgiche da esorcista, fantasticò su un immediato silenzio e vuoto ambientale, ottenuto con un suo solo battito di ciglia.

“Allora, quante telefonate pensi che debba ancora farti per ricevere un invito a cena?”
La voce di Sofia piombò su Olmo come un macigno che cade di piatto, fragorosamente e tra mille schizzi su una superficie d’ acqua immobile e senza alcun moto apparente. Si era distratto o aveva voluto distrarsi non avendo dato seguito a quell’incontro, che qualche giorno prima, lo aveva allontanato dalla sua, da poco raggiunta, tranquillità emotiva.

Era tutto chiaro fin dal primo momento: non aveva nulla a che fare con quella donna, erano diversi e diversi sarebbero stati per sempre, ma la bellezza di Sofia gli fece pronunciare una frase che diede inizio a una schermaglia amorosa che, si intuiva, non avrebbe lasciato prigionieri sul
campo.

“Certo che ti invito a cena, ma spiegami un po’ come farò a difendermi dal tuo bel viso?”

All’altro capo del telefono un silenzio lungo e lieve fece da contraltare al bailamme in cui si trovava immerso Olmo, ma dopo qualche secondo …..

“E’ la prima volta che un semi sconosciuto, con una sola frase, mi fa emozionare così. Se ti va potremmo incontrarci domani”.
Sorrisero nello stesso momento al telefono all’ insaputa l’una dell’altro.

Il giorno seguente però non si videro, e neanche quello dopo, e neppure quello appresso, anche perché, per un numero di volte infinito, Sofia mandò all’aria ogni appuntamento. Non si trattava di pura giocoleria femminile, ma piuttosto di indecisione patologica. Si innamorava di tutto avendo però di tutto paura e non concedendosi mai nulla.

Passarono così settimane e mesi, e il rapporto fra i due diventò più che altro una relazione telefonica fatta di mille passi in avanti e altrettanti indietro. Finchè un giorno Olmo, esasperato oltre ogni limite, pose un aut aut, e tra mille sforzi e resistenze riuscì ad incontrarla.

Arrivò sulla spiaggia di pietra rosa che la luna era ancora alta, il mare piatto come un bigliardo e l’aria aveva il tepore delle prime serate di giugno. Sofia era lì, in piedi al centro della baia, scalza
e vestita con un cortissimo abito bianco. Insomma, tutto era perfetto.

I due si fecero incontro e in un abbraccio, che ebbe come testimone un firmamento di stelle, per la prima volta, dopo mesi, si toccarono e Sofia, mentre Olmo era diventato parte del tutto, disse:

“Ti prego baciami, baciami ancora, ma baciami ….. come se non volessi”.