giu 15, 2013 | Post by: admin Commenti disabilitati

LA SCULTURA: UN IMPEGNO MORALE di Michele Colucci

 

FRANCO FOSSA “La figura e i suoi luoghi” a cura di Massimo Bignardi – Museo Civico di Foggia inaugurazione il 22 giugno alle ore 19.00, fino al 6 ottobre

L’avventura di Franco Fossa nel mondo della scultura contemporanea parte da lontano, sul finire degli anni Quaranta del secolo scorso, quando lascia le aule dell’accademia di Brera e fa il suo ingresso nella scena artistica milanese, all’epoca alquanto vivace nonostante le rovine lasciate in eredità dall’ultimo conflitto mondiale e gli innumerevoli problemi legati alla ricostruzione.

Tra i grandi interpreti del “realismo esistenziale” italiano degli anni Cinquanta, il suo linguaggio affonda le radici nel profondo della coscienza civica, come si legge nell’introduzione del curatore della mostra, Massimo Bignardi, docente di Storia dell’Arte contemporanea presso l’Università di Siena e, sin dagli anni Ottanta, amico dell’artista e suo attento conoscitore.

La mostra, curata dalla moglie dell’artista, Maria Grazia Fossa, con la collaborazione di Salvatore Lovaglio e Antonio Maria Pecchini, si intitola, non a caso: la scultura, un impegno morale. E questa correlazione tra coscienza e immaginazione, dal momento che quest’ultima occupa un posto centrale nell’anima, sarà il fil rouge che accompagnerà tutta la produzione di Fossa, fino agli ultimi anni di vita.

Il percorso espositivo disegnato negli spazi del Museo di Foggia propone un’organica selezione di opere, dagli anni Cinquanta ad oggi, che documentano tutti i linguaggi e le materie – dal legno al bronzo, alla terracotta – che hanno segnato la cinquantennale esperienza dello scultore. Sono presenti, nel repertorio figurativo di Fossa, tutte le differenti anime della sua formazione, dalla scuola di Marino Marini, frequentata in giovanissima età, fino alle esperienze con Giacomo Manzù e Francesco Messina, frequentati durante l’accademia: dal senso della storia incombente nei primi lavori, fino al modellato sintetico degli ultimi anni, in cui al centro è posto l’uomo che si fa interprete del sentimento della storia.