set 13, 2013 | Post by: admin Commenti disabilitati

HARAKIRI di Fernando Antonio Casiere

Non è più possibile sparare stronzate.

A volte, davanti ad una birra, intorno ad un tavolo, si è soliti dire amenità, convinti che resteranno tali e non avranno un seguito.

Errore. Eccone un esempio.

Alle Olimpiadi invernali di Torino fu assegnata per la prima volta la medaglia d’oro per una disciplina più simile ad un gioco fra amici, di quelli che si organizzano nel cortile condominiale, che ad uno sport in senso stretto: il curling.

Tutti noi, con divertita ironia, ammirammo increduli quelle squadre variegate in cui un tizio lanciava un oggetto rotondo, simile ad una forma di parmigiano con maniglia, su una pista ghiacciata e due atleti (sic!) con delle scope che pulivano il pavimento in prossimità del punto di arrivo dell’oggetto rotondo.

Di fronte a tale disciplina sportiva (?) assurta a disciplina olimpica le ironie si sprecarono. E perché non le bocce? O il gioco della voca? O il cingò cingò? (Le ultime due discipline le proporrò io stesso quando il CIO assegnerà l’organizzazione delle Olimpiadi a Volturino).

I giapponesi sono riusciti nell’impresa di rivalutare il curling.

E adesso, dopo avere battuto Istanbul e Madrid per l’organizzazione dei giochi olimpici 2020, cosa propongono, sia pure in via sperimentale?

Udite, udite: il nascondino.

L’idea di tale professor Yasuo Hazali, docente alla Nippon Sport Science University, ha già portato alla creazione di un comitato promotore a cui hanno aderito più di mille personalità nipponiche.

Mi sono già organizzato le serate televisive per Tokio 2020.

Abbasso il calcio, l’atletica, il tennis, il nuoto, la ginnastica.

Viva il nascondino.

Ricordate il programma “mai dire banzai“?

Poteva andarci peggio.