set 13, 2013 | Post by: admin Commenti disabilitati

L’ATTUALITA’ DI OBLOMOV di Michele Colucci

 

Sul numero di Sette, il magazine del Corriere della Sera, di due settimane fa, compare un articolo, a firma di Danilo Taino, dal titolo che ci riguarda molto dai vicino, noi oblomoviani:  “Oblomov, la futura Bibbia dei manager” e dall’occhiello (o sottotitolo) altrettanto intrigante, che recita: nell’era Internet non si ha tempo per pensare. Così il personaggio simbolo dell’ozio, ma desideroso del bene, ha una chance nel modo del lavoro.

Nel suo intervento Taino spiega che, anche se l’Oblomov di Goncarov non sia la Bibbia del momento, tuttavia sarebbe opportuno andarlo a rispolverare dagli scaffali dov’era sino ad oggi riposto e tenerlo a portata di mano sulla scrivania, perché ha buone probabilità di diventarlo. Infatti uno dei problemi più grandi che sta attanagliando la vita di chi lavora nelle aziende e negli uffici, privati o pubblici che siano, è l’estrema dilatazione dei tempi di occupazione. Si lavora troppo in altri termini, e ciò suona ancora più beffardo in tempi, come quelli attuali, di crisi occupazionale, con nuove aziende che chiudono ogni giorno e con la percentuale di disoccupati che lievita in misura preoccupante.

Tuttavia l’articolista ha perfettamente ragione laddove fa notare come i lavoratori occupati siano sempre più oberati di compiti: ci si trascina da una riunione all’altra; si deve rispondere a decine di richieste, spesso inutili, perché bisogna mostrarsi efficienti; si viene subissati da e.mail cui occorre rispondere, anche se nella maggior parte dei casi se ne potrebbe fare tranquillamente a meno. In definitiva non si ha più il tempo per pensare, attività che nell’era Internet sembra divenuta superflua. Per questo Oblomov, simbolo dell’ozio ma desideroso del bene, si conquista una chance concreta e neanche troppo in là nel tempo, nel mondo del lavoro.

Tutti noi sperimentiamo quotidianamente frequenti perdite di tempo nel corso della giornata lavorativa, continua Taino. Tanto più in Italia, dove la presenza fisica sul posto di lavoro per un numero di ore minimo è ancora un totem imprescindibile, preferendosi la fedeltà, anche apparente, all’efficienza. Ma non c’è solo questo, perché le nuove tecnologie ci tengono inchiodati più di prima alla scrivania, come dimostra una ricerca condotta da Good Technology negli USA, che l’Economist ha di recente ripreso: più dell’80% delle persone continua a lavorare anche dopo avere abbandonato la scrivania e il 69% addirittura non riesce a prendere sonno se non ha prima scaricato e controllato il contenuto della casella di posta elettronica, mentre un significativo 38% usa cenare leggendo le mail ricevute. Possiamo rinfrancarci pensando che in Italia sicuramente non siamo (ancora) giunti a simili livelli di perdizione, ma c’è poco di cui rallegrarsi. E’ sufficiente entrare in un ristorante di una cittadina di medie dimensioni, all’ora di pranzo, per notare quante persone sole consultano I Pods, tablets e pc.

Tali comportamenti poco ortodossi non solo erodono il tempo libero di ciascuno di noi e fanno irritare familiari e amici, ma impoveriscono i rapporti sociali, creando un vortice dal quale è difficile tirarsi fuori e guardare con distacco la direzione che si sta prendendo.

E allora la ricetta qual’è? Prima di tutto leggere Oblomov, come suggerisce il buon Taino (nonché Oblomovpress, aggiungo io), e poi cercare di vivere imponendo la propria agenda, nella quale ci sia sempre tempo per riflettere, privilegiando il tempo da dedicare a sé a quello da offrire in sacrificio agli altri. Bisogna, in sostanza, fare come Jack Welch della General Electric, uno dei più grandi manager dei nostri tempi, che tutti i giorni, per un’ora almeno, guardava fuori dalla finestra. Sicuramente troveremo cose più interessanti di quelle che potremo trovare dentro il monitor del nostro pc.

P.S.: vale la pena aggiungere che siamo stati profetici quando, circa un anno fa, abbiamo eletto Oblomov a nostro ispiratore, non solo dedicandogli la testata del giornale, ma invitando tutti i nostri lettori a seguire la sua filosofia di vita? Fate voi.

In ogni caso vi suggerisco di andare a consultare il nostro redazionale di presentazione, dal titolo “Chi è l’uomo oblomoviano?” in cui vengono riassunti i motivi ispiratori del giornale e la nostra filosofia di vita: http://www.oblomovpress.it/?p=716