ott 07, 2013 | Post by: admin Commenti disabilitati

PER CHI NON TEME DI MOSTRARSI IN LACRIME di Luca Di Virgilio

“Le lacrime degli eroi” di Matteo Nucci (Einaudi 2013)

Sigmund Freud saccheggiò a piene mani non soltanto dal “cattivo maestro” Arthur Schopenhauer. Le leggende che compongono l’universo mitologico dell’Antica Grecia ci forniscono infatti materiale infinito di riflessione su ciò che noi uomini e donne siamo, sulle nostre coscienze, debolezze e virtù, laddove c’è disperazione come felicità, angoscia e nostalgia, collera e amore. Così, se volete risparmiare un po’ di soldi dal vostro strizzacervelli, non c’è nulla di meglio che rileggersi (o leggere per la prima volta) l’Iliade e l’Odissea.

E’ un po’ quello che fa il giovane studioso romano Matteo Nucci nel mirabile “Le lacrime degli eroi”, un viaggio personale che penetra nel cuore delle storie di Agamennone, Menelao, Odisseo, Patroclo, Ettore e Achille figlio di Peleo….ciò che gli aedi cantarono nel passato illumina ancora la nostra fame di conoscenza mortale.

Una delle chiavi di volta dei poemi omerici sembra essere allora la reazione più immediata che un uomo possa avere nei confronti della propria finitudine: il pianto. Nell’Iliade e nell’Odissea tutti gli eroi piangono, così come Atena, Zeus, Ermes, chè gli dèi non si sottraggono alle calde lacrime sulla terra. La virilità e l’eroismo esasperato si accompagna allo sciogliersi in pianto.

I due poemi ci raccontano infatti la memoria, la nostalgia, il rimpianto, l’ira funesta, la morte ineludibile, l’amore che genera la guerra. Non c’è vergogna nel versare lacrime per la propria amata, per l’amicizia perduta sul campo di battaglia, tra lo stridere di spade nel confronto eterno tra Troia e gli Achei. Il pianto rappresenta l’orizzonte degli eventi della nostra fragile umanità, il confine ultimo che ci sottrae all’abisso, che conferma e non annulla la nostra forza.

La bellezza del saggio, tra l’altro, sta nel personale percorso dell’autore. Egli attraversa la Grecia e la Turchia di oggi, alla ricerca dei luoghi, delle poesie e delle atmosfere intrisi della magia omerica, un viaggio catartico per uscire dall’empasse della filologia, e scoprire il senso della cultura occidentale.