dic 15, 2013 | Post by: admin Commenti disabilitati

LE AVVENTURE DI DOOMBA CONTRO I NEMICI INVISIBILI DELL’ACCUMULO COMPULSIVO di Sara Croce

 

Abito in una casa di circa 80 metri quadrati, in tutto… cioè compresi scale e balconi, distribuiti su tre livelli…tante scale. Meno di 30 metri quadrati per piano…un volume tutto in verticale…un’uccelliera. Al secondo piano si accede per una ripida e scomoda scala a chiocciola: una vera fatica organizzarsi, un’impresa epica fare le faccende di casa.

Tra sali e scendi mi è venuto quello che un tempo si chiamava “l’esaurimento”. Stengh stangh e nun tengh voglia e’fà niend! Forse ho un disturbo ossessivo-compulsivo, cioè… un disturbo d’ansia: L’ACCUMULO COMPULSIVO. Un’ossessione di accumulo, un “collezionismo patologico” che mi spinge ad ammassare e conservare oggetti. In particolare riviste, pile di vecchi quotidiani sulle scale, sui comodini, tavoli e tavolini…piramidi di libri ai lati delle pareti… nella convinzione che, domani, mi potrebbero essere necessari e che, pertanto, devo conservarli.

In questo periodo, nei volantini pubblicitari che attentano alle tredicesime dei lavoratori, si trovano oggetti meravigliosi. Qualcuno può cambiare la vita delle vessate donne di casa, impegnate nelle “faccende”. Questo ho pensato quando ho letto le caratteristiche tecniche di un elettrodomestico, DOOMBA, Touch & Go: facile e subito! Il robot che si adatta a tutti i pavimenti. Si attiva premendo un tasto e ha un comodo telecomando incluso.

Qui mi sono immaginata la scena: dal divano davo ordini e il robot passava e ripassava pulendo i pavimenti, mentre io restavo incollata sul sofà. Ma immaginavo ancora poco: la scheda tecnica descriveva il sistema Adapt, magnificandone le caratteristiche al di là dell’immaginazione più fervida. Doomba decide tempi e modalità di pulizia a seconda della superficie e della quantità di sporco: l’opzione si chiama Dirty Detect, nelle zone più sporche passa e ripassa! E’ dotato di sensori del vuoto che ne determinano l’arresto. I programmi calcolano la dimensione delle stanze, memorizzano le mappe e gli ostacoli degli ambienti da pulire, la programmazione delle pulizie può essere da giornaliera a settimanale e la base di autoricarica, quando l’energia è esaurita, consente al robot di inserirsi autonomamente per la ricarica. OGNI AMBIENTE E’ DIFFERENTE E LUI LO SA!

Ma non poteva sapere Doomba, non se lo immaginava quello che avrebbe trovato nella mia voliera… Così, programmato per pulire i tre piani della voliera, in giorni diversi, con una pianificazione settimanale, dopo un mese di preziosissima collaborazione, lo lasciai nella stanza del secondo piano, appunto, l’ultimo piano. Tra libri, giornali e scarpe sparse, Doomba esaurì totalmente le sue energie e, autonomamente, intenzionalmente, si dimenticò dei sensori del vuoto e del wireless; si attaccò col filo alla base della ricarica e, dalla scala a chiocciola, si impiccò, lanciandosi nel vuoto.