feb 15, 2014 | Post by: admin Commenti disabilitati

ROCCO di Mario Nino De Cristofaro

 

“Dottore, da un po’ di giorni mi gira la testa”.

Scontata la replica dell’amico dottore: ”Vediamo, da quanto tempo non fai le analisi?”

Mi sa che si sono messi d’accordo tutti, dottore, mia moglie e l’esercito delle mie sorelle. Trigliceridi, colesterolo e diabete sono stati più volte evocati da quando non ho più potuto mantenere segreto questo mio leggero malessere, questa sensazione da ubriaco barcollante nei movimenti mattutini, ma sobrio nel pensiero. Tre, quattro giorni di dieta per alleviare la sorpresa delle analisi, per renderle quantomeno accettabili al momento del prelievo; e quindi vai col festival di insalate, verdure, carote, finocchi.

Rocco, di pochi anni più piccolo di mio padre, grandi amici, aveva una sua teoria: “Senti, avvocà, una volta ho fatto le analisi e non puoi immaginare che manicomio è uscito: polistirolo che non si capiva, trigliceri ‘mpazzut, diabbet…insomma, stev accis. Però dovevo andare da mia figlia per le vacanze di Natale, e potevo mai stare a dieta? Non ti dico quello che ho potuto mangiare: capocollo di maiale arrosto bello grasso, lasagne ben condite, salami, prosciutto, dolci di tutti i tipi, ogni bendidio, e per tutte le vacanze di Natale”.

“Mario, che me ne frec’ a mè, pnzav’, se m’è murì, almen m’ more sazje (trad.: che m’importa, pensavo, se devo morire almeno muoio sazio). Però  quando finisci di mangiare e passa la frenesia, poi ti spaventi. E allora ho rifatto le analisi, il giorno dopo della Befana. E sai che è sciut? Tutt’appost’, azzorrait’, come dicono gli americani, tutto nella norma, sano accum’ u verm’ ind’ u casc’ (trad: come il verme nel formaggio)”.

“Allora io ho fatto questa teoria: nel nostro corpo ci sono tanti vermi che si chiamano trigliceri, polistiroli, diabbeti e compagnia bella. Se a questi non gli dai da mangiare, fanno casino, stanno sempre svegli e quindi fanno festa, ce ‘mbriacn’, si accoppiano e si moltiplicano. Se invece gli dai da mangiare, allora questi si mettono tranquilli e dormono”.

Rocco, dopo quel giorno, ha vissuto benissimo ancora tanti anni, sempre allegro e pimpante, e tanti sono stati i pomeriggi di maggio che ho trascorso in compagnia sua e dei mille aneddoti della sua lunga vita.

Ora non c’è più, e lieve gli è la terra. Ma mi piace pensare che oggi, davanti alla dottoressa che elencava tutti gli esami delle analisi da fare, ci fosse anche lui accanto a me, pacca sulla spalla e sorrisini ironici sui trigliceri, polistiroli, diabbeti e compagnia bella.