apr 03, 2014 | Post by: admin Commenti disabilitati

TORCINELLI, CAPPELLI E CAMPIONI DEL MONDO di Luciano Ciavarella

 

I Lucani altro non sono che Pugliesi un po’ più buoni e meno avvezzi alle attività marittime e a quelle contigue al mondo della criminalità . Con i fratelli Basilici noi levantini condividiamo: tradizioni, dialetti molto simili ed eredità genetiche e culinarie.

Fra queste ultime, soprattutto un piatto che da secoli identifica la natura carnivora sia degli abitanti delle pianure dell’Alto Tavoliere, quanto quella dei residenti Potentini.

Di cosa sto parlando, mi chiederete miei piccoli lettori? Ma è logico e naturale: l’oggetto delle mie disquisizioni sono i famosi e famigerati involtini di frattaglie, che se in Basilicata sono conosciuti come “gnummriedd” da noi in Puglia hanno raccolto consensi e successo col più nobile appellativo di “torcinelli”.

Mettete insieme dei pezzetti di polmone, rognone e fegato, avvolgeteli ben stretti nel budello di capretto, mi raccomando, poco lavato perché, come diceva un mio carissimo amico alla madre che li preparava “sennò non sanno di niente” e gli gnummriedd saranno pronti per essere immolati, prima sulla brace e successivamente nelle vostre fauci.

Ed è proprio in un immaginario budello animale che Gaetano Cappelli strapazza e soffoca con affetto i personaggi del suo divertentissimo e brillante romanzo “Stelle, starlet e adorabili frattaglie”.

Tutto ambientato in Basilicata fra tv private, ristoranti stellati, politici e giornalisti pronti alla qualsiasi pur di avere successo e visibilità, il romanzo ci regala come al solito un Cappelli in grande spolvero.

Leggendo “SSEAF” avrete modo di apprezzare non solo l’ottimo e fluente italiano di cui Cappelli da sempre è funambolico “tenutario”, ma anche una sorta di esperanto “SUDICIO” che, utilizzato con sapienza dal nostro,  di sicuro avrà l’effetto di farvi ridere fino all’incontinenza.
Il romanzo non ve lo racconterò, dovete comprarlo, anche perchè la mia versione potrebbe essere fuorviante e poco esplicativa del tutto; ma una cosa di certo la posso garantire: non vi pentirete dell’acquisto e del tempo che gli dedicherete.

Concludo con un appunto rivolto a chi dice che ultimamente Gaetano Cappelli scrive le sue opere con la mano sinistra. Beh, miei inconsapevoli e vacui critici, Cappelli è l’alter ego di Ronnie O’ Sullivan e quindi se lo può permettere.

E chi è mai Ronnie  O’ Sullivan, mi chiederete voi umani distanti dal mondo delle magie bigliardistiche? Ve lo spiego subito . . . è il più grande giocatore e interprete dello Snooker inglese, che durante una finale valida per il Campionato del mondo di qualche anno fa, trovandosi
sotto di qualche set nei confronti del suo avversario, pensò bene di cominciare a giocare con la mano sinistra, battendo e massacrando un inconsapevole e stupefatto antagonista.

Gaetano Cappelli è esattamente come lui, letterariamente ambidestro; potrà scrivere da destrimano o mancino, il risultato sarà il medesimo . . . CAMPIONE DEL MONDO.