apr 16, 2014 | Post by: admin Commenti disabilitati

UGUALI di Nicola Lembo

Berlusconi e Renzi: uguali!

Accomunati dai primordi politici che vedono anche l’ex cavaliere aderire al centro sinistra…certo, per Berlusconi era Craxi…va bene, ricominciamo.

Berlusconi esordisce nella loggia P2 nel 1978, tessera n. 1816; negli stessi anni Renzi aderisce entusiasticamente (tessera lupetto boy n. 55) all’organizzazione dei boy scout la cui attività eversiva (rifiuto delle strutture urbanistiche, delle regole del libero mercato in favore del baratto e dell’artigianato domestico, sostituzione della famiglia con comunità paritarie dai leader di sesso imprecisato) é almeno pari a quella attribuita superficialmente alla massoneria di Gelli.

Si trascura inoltre l’influenza propagandistica e l’effetto sulle strategie economiche del paese esercitata dal Manuale delle Giovani Marmotte, calcando piuttosto la mano sulle tre tv…ok, ci sarebbe anche la devota RAI…ah, i giornali…e già, la casa editrice…

Spulciando nelle biografie dei nostri eroi si possono trovare delle apparenti differenze, ma se si fa la tara delle diverse condizioni di partenza la distanza fra i due diventa irrilevante.

Berlusconi assume come stalliere un siciliano raccomandato da “amici”, che quando torna dalle ferie usa salutare con una bombetta di paranza contro il cancello. La famiglia di Renzi no, ma solo in quanto non dispone di cavalli, non avendo trovato giovani e ricche ereditiere a cui “ciulare” villa e terreni con la complicità del suo (di lei) avvocato, Previti.

Non si ha ancora traccia fra le cronache renziane di festini e bunga bunga, ma tratterrei la delusione: trattasi di manie senili, per cui dando tempo al tempo…

Anche i conflitti di interesse, i processi per corruzione, l’evasione fiscale, sono al momento attribuibili al solo ex cavaliere: bella forza, Renzi (al momento) è povero! E’ diffuso luogo comune che chi é ricco non rubi, non avendone bisogno, ma proprio il nostro eroe brianzolo ha dimostrato l’imbecillità del postulato: innanzitutto é proprio rubando che si arricchisce più facilmente e mantenere il livello economico raggiunto, migliorandolo magari, richiede che si rimanga efficacemente sul pezzo.

Confido che tali medaglie di resistenza alle regole della convivenza civile non mancheranno di arricchire la biografia del fiorentino, quindi non le marcherei frettolosamente fra le differenze.

Ma fuori dall’ironia, tutta questa similitudine fra Berlusconi e Renzi, c’è veramente?
Sì, e si esplica nella caccia ai citrulli.

Se cerchi i voti della maggioranza devi ottenere i voti dei citrulli, che oltretutto costituiscono già da soli la maggioranza. Quindi non si sfugge: i voti vanno sottratti alle lusinghe del milione di posti di lavoro dell’ex cavaliere, alla promessa della rivoluzione degli incompetenti di Grillo, al porto incerto del federalismo legaiolo (secessione! Anzi no, federalismo! Anzi no, pensiamoci…fintanto che arrivano i soldini per l’expò…).

Occorre cioè tacitare i veri responsabili della crisi politica, i citrulli appunto, che regalano il voto per suggestione da slogan e che ora, con la bava alla bocca, ringhiano soddisfatti per la vendita delle auto blu (recupero dello 0,00000000000000001 % del debito pubblico: vuoi mettere…) o per la finta sull’abolizione delle province.

Che i voti dei citrulli siano indispensabili Berlusconi l’aveva capito benissimo: é grazie a loro che i suoi comitati di affari hanno saccheggiato impunemente il paese per 20 anni.

Adesso l’hanno capito anche Grillo e Renzi e, in effetti, quelli che vendono detersivi in tv appaiono tutti uguali.