set 17, 2014 | Post by: admin Commenti disabilitati

VANDALO AL SOLE di Enzo Verrengia

 

A chi ama la Puglia.

Finalmente domenica… No, non il film palloso della bo­nanima di Truffaut, ma la domenica vera, d’estate. Quando, dopo una settimana di temperature sahariane da effetto Ser­racapriola, il termometro scende a medie invernali, ma il vandalo va lo stesso al mare.

Ore 04.00. In cucina la moglie, la madre, la sorella o la schiava comprata via Internet dall’est prepara una teglia di tim­ballo sufficiente a nutrire il Kossovo, la Bosnia e la co­munità Curda. Per il vandalo è solo l’antipasto dei quintali di pizze, salumi, formaggi e meloni ghiacciati che ingurgi­terà assieme agli amici.

Questi ultimi vengono a prenderlo con una station-wagon turbodiesel dalla cilindrata di una portaerei. Per parcheg­giarla si lavorerà di sfascio. Destinazione Mattinata.

Nonostante soffi la tramontana dalla Siberia, il vandalo & co. sparano al massimo il climatizzatore e viaggiano a torso nudo per approfittare dell’abbronzatura dal tettuccio trasparente. L’impianto dolby-stereo surround martella la superstrada da Foggia a Manfredonia. Il che risparmia la coda, perché tutte le altre macchine si spostano per non sorbirsi quei ca­cacazzi dietro.

A Mattinata c’è lo strapienone, ma un posto si trova lo stesso a colpi di gavettoni. Dopodiché il vandalo si insidia con i suoi a riva. Adocchiate le bonazze spaiate da rimor­chiare, si decide come attirarne l’attenzione. Le proposte vanno da qualche pacca in culo allo stupro multiplo fra la gente che, tanto, si fa i cazzi propri. Prevale invece l’esibizione di abilità atletica. Il vandalo & co. organizzano una regata di pattini che trasforma le acque tranquille e ri­denti dinanzi alla spiaggia nel teatro di una bat­taglia navale. Sono ammessi tutti i trucchi sporchi, compresi i colpi di remi, gli arrembaggi e le cannonate a vicenda ottenute da colpi residui delle batterie della Festa del Soccorso, mate­riale portato da un vandalo di San Severo.

Le bonazze finalmente si accorgono del vandalo & co., e chiamano la Guardia Costiera. Che però non interviene, perché non si tratta di gommoni carichi di clandestini.

È il pomeriggio. Stravaccati in cinque sotto un ombrel­lino pieghevole riciclato per la spiaggia, il vandalo & co. si sono strafocati tutte le provviste. Comincia dunque la ri­cerca del caffè buono, che li porterà a circumnavigare in macchina i tor­nanti del promontorio come fossero una sequela di tette che rendono la guida una lunga pomiciata, fino a raggiungere la mi­tica Vieste, dove si guarderà il mare, i faraglioni e si dirà ad alta voce: Vuoi mettere il Gargano?

L’immagine è tratta dalle locandine pubblicitarie di “Casotto”, film del 1977 di Sergio Citti