set 27, 2014 | Post by: admin Commenti disabilitati

AIRPORK di Enzo Verrengia

 

Allacciate le cinture… anche quelle dei pantaloni! Qualcosa sta per decollare, ma non la borsa! Salite a bordo, anche se non garantiamo la discesa!

Un grande ritorno al cinema-cinema, come dicono i cinephiles balbuzienti. Per questa kermesse, che non è un liquore, nel dramma umano di un gruppo di personaggi colti nei loro momenti di massima tensione, anche intestinale.

Un indimenticabile Burp Lancaster nei panni dell’assessore ai trasporti, che si batte per la costruzione di un nuovo aeroporto nell’area foggiana, in grado di mettere a tacere per sempre tutte le polemiche sul “Gino Lisa” e competere con Malpensa 2000. Ma sulla sua strada si para l’opposizione, che pone la classica domanda: «E a noi che fetta viene?»

Intanto, dalla pista di decollo numero uno sta per partire un volo carico di VIP, tra cui un onorevole inquisito, un industriale in bancarotta frau­dolenta, la moglie di un ex ministro craxiano di ferro e un regista gay che gira solo film con i contributi statali.

Nell’ombra, una società appaltatrice organizza l’attentato per ottenere i la­vori della costruzione del nuovo aeroporto. Si tratta di aprire nella cabina pas­seggeri dell’aereo una bomboletta puzzolente.

Marlon Branda, nel ruolo di capo dei servizi di sicurezza, scopre il diabolico complotto e arresta l’esecutore materiale del gesto terroristico: un minorenne del quartiere CEP con precedenti che ingolfano un giga bite dei computer della polizia.

Dal canto suo Burp Lancaster procede per la sua strada e investe una lontana cugina dell’assessore ai lavori pubblici, scatenando un conflitto di competenze. Ma questo non impedisce il decollo dell’aereo carico di VIP, tra i quali si an­nida un pericoloso iettatore. A bordo nasce un amore tra la moglie dell’ex ministro craxiano e l’onorevole inquisito: fonderanno insieme un nuovo gruppo parlamentare per condizionare gli equilibri di governo e favorire una pioggia di contributi alla provincia dopo le prossime elezioni.

Il regista gay gira tutto, dopo essersi ga­rantito un finanziamento. Di più, propone Foggia come nuovo polo cinematografico europeo, la Hollywood di Capitanata. La voce si sparge dall’aereo via cellulare (tanto nessuno lo ha spento, aggiungendo rischio su rischio a un volo già così sfigato) e immediatamente si fanno avanti schiere di professori che hanno scritto sceneggiature sul brigantaggio e sulle lotte bracciantili nella Daunia. C’è anche un’ex comparsa dei film scollacciati che si giravano a Trani. Il tipo domanda al regista: «Quando arriva la scena dove guardo Edvige Fenech sotto la doccia dal buco della serratura?»

«Sei rimasto indietro!» urla Rossana Doll, che propone un colossal tratto da Membri di partito.

L’industriale in bancarotta fraudolenta viene sor­preso a fare le corna e smascherato come iettatore. Salvato dal linciaggio con l’intervento del solito Marlon Branda, sarà poi consegnato alla magistratura, con la quale patteggerà facendo i nomi dei consiglieri cui ha passato tangenti.

La vicenda tocca punte di irripetibile emotività quando si scopre che Burp Lancaster voleva costruire il nuovo aeroporto su una zona utilizzata dalla mala per seppellirvi le auto rubate di scarto, quelle che nessuno voleva a Tirana, Valona e Durazzo e per le quali i proprietari si rifiutavano di pagare il riscatto per la restituzione. In un crescendo di lacrime, centinaia di per­sone ritrovano le loro adorate vetture acquistate in leasing e mai pagate, simu­lando il furto e incassando l’assicurazione. I proprietari vengono tutti arrestati. I ladri diventano consulenti marketing delle concessionarie.

L’aeroporto non sarà mai costruito, ma quelli che passano in quell’area non possono fare a meno di sentirvi aleggiare un tanfo suino. Questo dà l’idea a un imprenditore emiliano, che decide di investire al sud approfittando dei contratti d’area, acquistando il lotto or­mai svalutato e impiantandovi una fabbrica di salumi, marca AIRPORK!