set 27, 2014 | Post by: admin Commenti disabilitati

MATRIMONIO ED ALTRI ORRORI: LA METAMORFOSI DEL PRINCIPE AZZURRO di Angelica Cassano

 

Il Principe azzurro, che poi tanto azzurro non è, continua a sedurre da tempo immemore innocenti sognatrici.
Questa eroica figura, dall’alto di un bianco destriero, salva le donzelle dal sonno eterno di una mela o di un fuso avvelenati e le illude, tra le mura di un castello, promettendo loro eterna felicità.
Tale incanto, più che una promessa d’amore, suona come una minaccia.
Le figliole questo lo ignorano e crescono in salute e beltà nel mito del principe fascinoso dallo sguardo seducente alla Richard Gere, il sorriso accattivante alla Sean Connery e l’intelligente ironia di Woody Allen.

Purtroppo le nostre “Piccole donne” s’invaghiscono sempre del tipo sfigato e banale alla Kad Merad[1] e se lo sposano pure!
I primi tempi del matrimonio, travolte dall’entusiasmo accecante, non realizzano di aver preso un abbaglio e giustificano, con amorevole comprensione, ogni carenza e debolezza del neosposo.
Troppo tardi si accorgono che lo sprovveduto coniuge non è in grado di preparare neppure un caffè (figuriamoci una cena a lume di candela!) e allora, addio al sogno di veder servita la colazione avvolte solo da Chanel N.5!

Nel mènage quotidiano è preferibile non coinvolgerlo, se non si vuol vedere la primae nuptiae domus ridotta ad un cumulo di macerie.
E chi glielo spiega, poi, all’immancabile suocera che il centrotavola da lei donato con tanta “delicata” insistenza, si è polverizzato in pochi secondi?
I weekend attesi con ansia, fantasticando su romantiche serate tête à tête, si risolvono puntualmente in noiosi serate a base di Campionato di calcio, Granfondo di ciclismo, Formula Uno, tornei di biliardo e quant’altro il mega schermo 55 pollici possa offrire.
Eppure non si lamentano, intimamente appagate dalla falsa illusione di aver coronato il loro sogno d’amore. Ahimè! Anni di lotte femministe buttati al vento! 

E poi, all’improvviso, arriva il primo bebè e con lui notti insonni, nel disperato tentativo di riuscire a sedarlo prima dell’alba. Nel frattempo, il latitante ronfa beato nel lettino della cameretta dove si è volontariamente trasferito, con la scusa meschina di lasciar tranquilli la neomamma e il neonato.
Col tempo, però, quelle qualità inizialmente decantate cominciano a vacillare.
Di prima mane, quando il partner “docciato”, sbarbato e rilassato si reca in ufficio, la disillusa, guardandosi allo specchio con rassegnato stupore, realizza che la protagonista del film “La notte dei morti viventi” aveva decisamente un aspetto più fresco e pimpante. Ormai una seduta dal coiffeur o un caffè con un’amica sono un lusso remoto.
Avevano capito bene i latini come funzionavano le cose, considerando il matrimonio una faccenda della mamma e il patrimonio una faccenda del padre.
E così gli anni passano, appese ad un fragile equilibrio, tra una girandola di pannolini, biberon, fatine dei denti, capricci infantili, adolescenze inquiete e trasferte universitarie; la depressa si ritrova sola, carica dei suoi “anta” e con la giovinezza “lacrimata speme” perduta.
“Si dovrebbe essere sempre innamorati. Ecco perchè non bisogna mai sposarsi” diceva un saggio Oscar Wilde!
E, nonostante tutto, su questo irrisolto mistero chiamato MATRIMONIO, al cinema continuano a proporre film come “Scusa, ma ti voglio sposare”, i cantanti ci urlano “Ti sposerò perché” e gli scrittori inneggiano al romanticismo, al grido di “Sposala e muori per lei!”
E noi continuiamo a raccontar fiabe e a sognare leggendo “E’ una vita che ti aspetto”.


[1] Attore francese di origine algerina famoso per l’interpretazione di Giù al nord (replicato in Italia con Benvenuti al sud)