nov 09, 2014 | Post by: admin Commenti disabilitati

RIFLESSIONE SEMISERIA SUL MASCHIO AUTOCTONO di Angelica Cassano e Laura Cimino

La teoria darwiniana sull’evoluzione della specie sicuramente non contemplava gli esemplari maschili del genere homo. Dall’antenato di Neanderthal fino all’uomo odierno, un unico interesse accomuna individui così lontani e dissimili: la donna, croce e delizia degli uomini!

Un lungo excursus di tipologie di ammaliatori hanno trovato la loro massima espressione in grandi figure storiche. Il Divo Giulio, rinomato tombeur des femmes dell’antica Roma, nonostante la calvizie incipiente, ebbe ai suoi piedi anche la sensuale regina d’Egitto. Ma, si sa, il potere esercita sempre un certo fascino e ogni riferimento al Cavaliere, che con la Tavola Rotonda non ha nulla a che vedere, è puramente casuale.

Napoleone era noto per la sua ars amandi, eppure non era provvisto del physique du role, ma anche in questo caso la deformitas s’inchina al potere.

Al seduttore per antonomasia, Rodolfo Valentino, bastava, invece, un ruolo da mito del cinema “muto” per diventare l’oggetto del desiderio di donne di ogni età, quasi come il discepolo televisivo Gabriel Garko, che trasuda “talento” da ogni fibra del suo corpo!

E poi, il cittadino della Serenissima, Giacomo Casanova, cagionevole di salute in tenera età e malgrado ciò arcinoto all’Europa dei Lumi per le sue avventure galanti.

Tuttavia, senza scomodare la storia, passeggiando per le vie di una qualsiasi cittadina di provincia, che non sarà l’Urbe dei Cesari, la romantica Parigi o l’eclettica New York, si possono incontrare bizzarre categorie maschili. E’ sintomatico il fatto che la maggior parte stazioni davanti al bar à la page della città.

L’imprenditore lo trovi di solito al tavolino del bar di cui sopra. Sicuramente benestante, non necessariamente colto, ostenta la sua ricchezza con il rolex in bella vista e il look griffato, mentre sorseggia prosecco ghiacciato. Nel contempo tiene d’occhio la sua fiammante fuoriserie e lancia sguardi rapaci a donne che non passano di certo inosservate: tacchi vertiginosi, trucco elaborato, minigonne, tali da far apparire scialbo anche il famoso tattoo della soubrette argentina.

Nella libreria più fornita o nell’enoteca più provvista incontri l’Intellettuale, intento a sfogliare il testo di un autore sconosciuto o a sorseggiare un buon vino locale. Veste apparentemente casual, a volte vintage, modello Bertinotti. Ammalia la preda con discorsi logorroici sulla storia, sull’arte, sui danni della modernità e sulla letteratura russa. La invita a partecipare a convention politiche, animaliste, ambientaliste, a vernissage artistici. Ma, dico, una normale pizza, no?

Il Bamboccio palestrato, aspirante tronista del “colto” programma post-pranzo, sosta oziosamente davanti al bancone del bar durante gli happy hour. Vanitoso ed impeccabile, curato nei dettagli, adora lo shopping e considera la cultura un sinonimo di culturismo. Parla esclusivamente della sua squadra del cuore e dell’ultimo modello di Iphone, Ipad, Ipod, ispirandosi al giovane rampollo di casa Agnelli. Non ancora trentenne e, pur essendo circondato da giovani e avvenenti ragazze, ambisce alla conquista della donna matura e materna. In questo caso l’intervento di Freud è d’obbligo!

Non passa inosservato il Gradasso (o Coatto) quando sfreccia per le vie del centro a bordo della sua rombante utilitaria truccata, con il volume a palla, passando indifferentemente dall’assordante house music da lunapark alla neomelodica partenopea. Camicia negligentemente sbottonata a metà torace, raffinato collier d’oro, jeans a vita bassa. L’approccio con il sesso femminile avviene attraverso apprezzamenti trash. Fortunatamente l’interesse è rivolto ad estimatrici delle maniere ruspanti del novello Don Giovanni.

Un’attenzione particolare merita la categoria dell’”Insospettabile”.  Libero professionista, dalla vita coniugale apparentemente solida, abborda la donna virtualmente. Sembra innocuo, ma risulta il più pericoloso. Si insinua nella vita della malcapitata in modo ambiguo, finge un’amicizia disinteressata e finisce per far concorrenza allo stalker più accanito.

Dalla sua comparsa sulla Terra, l’uomo è convinto di essere un grande seduttore, quello che “non deve chiedere MAI!”, come recitava una nota pubblicità degli anni ’90, ma non sa che a condurre il gioco è sempre la donna.

Maschio e femmina seducono e sono sedotti in modo differente come diverso è il fine. Quello della donna è di trovare l’altra metà della mela, “Ognuno di noi è una porzione dell’essere completo” enuncia Platone nel Symposio; quella dell’uomo, molto più banalmente, è quello di occupare l’altra metà del letto. E questo avviene da sempre, basti pensare all’uomo preistorico che si univa indifferentemente con le sue consanguinee.

Un eminente genetista britannico sostiene  che l’evoluzione dell’uomo si è conclusa. L’uomo sapiens non è più in fieri. Ma questo, noi donne, l’avevamo intuito già da un pezzo.