feb 24, 2015 | Post by: admin Commenti disabilitati

GIUSTIZIA È FATTA di Antonio Carbone

 

Dopo ben 16 anni finalmente la Corte Internazionale dell’ONU, con sede in Olanda nella città dell’Aja, ha emesso la sentenza nei confronti della Serbia e della Croazia, ora stati sovrani, che nei giorni dei fatti contestati, e precisamente nel 1991, erano parte della Federazione Jugoslava.

Ebbene, dopo tanto tempo i 17 giudici internazionali hanno deciso: né Serbia né Croazia  si resero direttamente colpevoli di genocidio e sterminio delle popolazioni della ex-Jugoslavia.

La loro unica responsabilità è di non aver impedito qualche strage, quindi non c’era, secondo l’Onu, l’intenzione dello sterminio dell’etnia avversa.

Il magistrato slovacco Peter Tomka ha detto che i rispettivi eserciti hanno commesso sicuramente atrocità – 30.000 morti – nei territori occupati, ma – cito testualmente - “solo in alcuni degli episodi esaminati sono stati riscontrati gli estremi del genocidio, non tutti”.

A queste affermazioni si rimane basiti: “solo in alcuni casi???” E gli altri cos’erano, passeggiate ecologiche? Azioni di guerra contro civili non costituiscono forse atti di terrorismo? E le deportazioni di massa cosa sono?

E gli stupri??

L’11 dicembre 1946 l’Onu riconobbe il crimine di genocidio con la risoluzione n. 96 che cita: “il genocidio è una negazione del diritto alla vita di gruppi umani, gruppi razziali, religiosi e politici, che siano stati distrutti in tutto od in parte”..

Ora sappiamo che nella ex-Jugoslavia tutto ciò non si è verificato, o meglio non è stata dimostrata l’intenzione, il fine della distruzione in massa della popolazione nemica; è emerso, secondo i giudici internazionali, che si trattò semplicemente di atrocità singole, non collettive, perpetrate da interi stati.

Trovo persino difficile descrivere certe scene, ben presenti nella mia memoria, con parole così banali e insignificanti. Per me sono e restano STRAGI, GENOCIDI, STERMINIO. Non posso dimenticare la strage nel mercato di Sarajevo e le centinaia di vittime innocenti dei cecchini, gli sgomberi forzati delle popolazioni e le deportazioni, gli orribili stupri di massa di donne e bambine.

Per la Corte Internazionale dell’Aja tutto ciò non costituisce genocidio. Sarà.

Io chiedo all’Onu di ritirarsi in un eremo a meditare, a rivedersi le immagini di quei  giorni, a contare le tombe sparpagliate nelle terre Jugoslave.

E se dopo non riusciranno ancora a capire che quello perpetrato in terra jugoslava è il più atroce genocidio perpetrato in Europa negli ultimi anni, allora mi permetto di dare loro un consiglio: chiudiamo questo inutile Tribunale!!!

Nello stesso tempo leggo su un altro giornale una notizia, di qualche giorno prima, per la precisione del 30 gennaio: Corte Aja conferma ergastolo a due alti ufficiali delle milizie serbe per genocidio: i militari Popovic e Beara comandavano le milizie dei Drina Corps, che in pochi giorni sterminarono a Srebrenica oltre 8 mila bosniaci musulmani, sotto gli occhi distratti e impotenti delle truppe Onu del contingente olandese.

Allora mi chiedo: se per due assassini serbi è stato riconosciuto il genocidio, perché mai per i paesi che hanno mandato quelle truppe no???

Noi ci lamentiamo della giustizia italiana per le contraddizioni a volte palesi delle sentenze dei tribunali nostrani: e queste sentenze cosa sono?

Ai posteri la sentenza definitiva…..

P.S.: a chi voglia approfondire l’argomento segnalo, sulla strage di Srebrenica, il bel libro di Marco Magnini dal titolo: Se fossi solo.