mar 09, 2015 | Post by: admin Commenti disabilitati

HANNO TUTTI RAGIONE (QUELLI CHE GIOVEDI’ 12 ANDRANNO AL CHINASKI) di Michele Colucci

 

Continuano gli appuntamenti con le Parole DOC al Chinaski beer and wine di Peppe Monaco in Lucera a via Amicarelli 11. Giovedì 12 marzo alle ore 21 è la volta del romanzo di Paolo Sorrentino: “Hanno tutti ragione” pubblicato nel 2010, dopo l’uscita de Il Divo e verosimilmente scritto mentre stava partorendo l’idea de La Grande Bellezza, anche se il protagonista della storia, il cantante neo melodico Tony Pagoda e la trama del romanzo ricordano molto da vicino il suo primo film, L’Uomo In Più.

Qui, ancora più che nei suoi film, spicca la maestria di Sorrentino nella caratterizzazione dei suoi personaggi: raramente è dato di trovare una descrizione così completa, un approfondimento psicologico maniacale come quello che attraverso le pagine del libro si dipana intorno alla figura di Toni Pagoda. La storia è interamente narrata in prima persona, come una lunga seduta psicanalitica, con il protagonista che ci svela i suoi pensieri più reconditi, che azzarda associazioni bislacche, condite dalle metafore più assurde che sia dato inventarsi (….d’inverno non esiste. Evapora come un riccio di mare”; oppure “chiaro come la merda”), traboccante di frasi storiche che risuonano come sentenze (“Tutte le casalinghe del mondo possono trovare le parole giuste per impiccarvi. Perché hanno un sacco di tempo libero per raccattare le parole giuste. Che penetrano e sprofondano” e ancora: “la rissa è oggettivamente sempre una cosa meravigliosa, è meglio di una scopata con la Carrà all’apice della sua comunicativa sessuale, quando si proponeva da Trieste in giù” e guardatevi bene dal contraddirlo, c’è da rimanere stecchiti “chi dice il contrario, sul concetto di rissa, è un imbottito di psicoanalisi e progresso che non andrà molto lontano. Neanche se tiene Freud come medico della mutua”).

Ancora una volta ci troviamo alle prese con un cinico, ma tutt’altro che ipocondriaco come il Saul Karoo di Tesich. L’eroe di Sorrentino è uno che non teme nemmeno il confronto col divino Frank Sinatra, che nell’unico incontro tra i due pronuncerà una frase non certo destinata ad entrare nella storia: “il successo sta sul cesso”. Tony Pagoda se ne fotte del successo, le uniche cose importanti per lui sono la cocaina, che consuma a quintali, e le femmine.

La sua brillante carriera e tutto l’apparato che gli gira attorno sono solo un pretesto, un mezzo per raggiungere i suoi obbiettivi principali. Tant’è vero che non esiterà un solo istante a mollare tutto, come farà nella seconda parte del romanzo, quando all’improvviso crollano tutti i “valori” su cui  aveva fin’allora impostato la sua vita, per ritirarsi in un isolamento quasi ascetico, nella parte più sperduta del Brasile, nel cuore dell’Amazzonia a Manaus, dove resterà lontano da tutto per venti lunghi anni a convivere con frotte di scarafaggi immortali e umidità tropicale appiccicosa.

Ma anche dal più remoto dei posti nel mondo il passato ti ritrova e ti costringe a tornare a fare i conti con lui: è solo una questione di tempo.

Condurranno la serata i redattori di Oblomovpress, mentre stralci del romanzo saranno letti e interpretati da volontari reclutati per l’occasione. L’invito a partecipare è rivolto a tutti quelli che coltivano passioni, di qualsiasi genere. Anche le più insensate. Avrete avuto comunque ragione. E poi è meglio non contrariare Tony Pagoda: avete già visto quanto sia suscettibile.