mar 28, 2015 | Post by: admin Commenti disabilitati

LA VERITÀ SULLA CADUTA DA CAVALLO DI LUIGIA PALLAVICINI di Giuliano Iovane

 

Caro Ugo, mi perdonerai l’ardire, ma ho avuto notizie che mi hanno portato ad analizzare la posizione della signora Luigia Pallavicini caduta da cavallo.

Forse la verità sarà sconvolgente e potrebbe rendere vana la tua ode pregna di sentimento e di dolore verso la nobildonna genovese, della quale hai idealizzato la bellezza dopo l’incidente, se di incidente si è trattato..

Prima di raccontarti tutto, mi corre l’obbligo di spezzare una lancia in favore dell’uomo che insegnò a cavalcare a Luigia Ferrari in Pallavicini, caduta da cavallo. Tu caro Ugo concludi l’ode – Pèra chi osò primiero…- con un’invettiva finale nei confronti di costui, perché  mise così inutilmente a repentaglio la femminea beltà di Luigia Pallavicini caduta da cavallo. Sì, tu ti sei augurato che quell’amazzone fosse come Diana che, rovinata dalle pendici dell’Etna e ferita, riacquistò la sua bellezza. Auspicasti che la ritrovata bellezza di Luigia Pallavicini, dopo essere caduta dal cavallo, sovrastasse quella di prima, ma il tuo auspicio è rimasto tale.

Ma il poveretto che insegnò a Luigina, caduta da cavallo, a cavalcare, che c’entra? E che ci faceva la Pallavicini caduta da cavallo sulla spiaggia di Sestri Ponente?

Colui che fece diventare la donna un’amazzone di indubbia abilità, non poté certamente prevedere che costei andasse in moglie ad uno che aveva vent’anni più di lei! Dice, e che c’entra questo? C’entra, Ughetto, c’entra!

E poi, non ti sembra strano che una donna che cavalca non raccolga in qualche modo la sua lunga chioma? Tu stesso hai detto che la chioma, sfuggita ai nodi, scendendo sul suo roseo braccio, fu di delicato intralcio. Dice: embè sì, lei cavalcava con i capelli al vento. Ma va là! Poi ti spiego. Un elastico per capelli, un fazzoletto, doveva pur metterlo, no! Ebbene, si è saputo in giro che la donna, da esperta d’equitazione qual era, quel giorno i capelli li aveva raccolti, com’è d’uso tra le donne che cavalcano.  Allora, perché correva sul cavallo arabo con la chioma al vento? Perché tanta fretta? Ah, ci stai arrivando anche tu, vero? Ma continuiamo.

Tu sai che Luigia Pallavicini caduta da cavallo era una donna colta e raffinata, oltre che molto bella, e che diventò in poco tempo una delle dame più in vista della città. Sai pure che Genova all’epoca era assediata dagli austriaci e stava vivendo un momento di ristrettezze alimentari inenarrabili; fame e malattie avevano messo a dura prova la popolazione, costretta a cibarsi di erba, cani, gatti e topi. I genovesi poveri mangiavano di tutto, e in poco tempo in città non si trovò un topo manco a pagarlo, per non parlare dei gatti. Il fenomeno del randagismo fu risolto radicalmente.

Sai pure che in città c’erano circa 10.000 soldati francesi, anch’essi assediati. Ughetto, quel marito di venti anni più grande, nulla poteva contro il ventinovenne capitano Delacroix, proveniente da Limoux, quella cittadina francese dove si festeggia il carnevale più lungo.

Ebbene, tra Luigia caduta da cavallo e Alain Delacroix c’era una tresca. Hai capito bene, Ughetto, una tresca! E passi pure la tresca, ma che Luigina caduta da cavallo andasse in giro con uno splendido destriero sotto gli occhi affamati dei genovesi si rivelò un’imprudenza unica.

Torniamo al giorno della caduta. Per la sera prima Delacroix, entrato nelle grazie anche dell’ignaro marito di Luigia caduta da cavallo, il patrizio Domenico Pallavicini, era stato invitato a cena a palazzo. La fedifraga concordò con l’amante, per il giorno dopo, un convegno amoroso sulla spiaggia di Sestri Ponente, dove il Capitano aveva fatto realizzare un capanno.

Cosa accadde? La Pallavicini caduta da cavallo, recatasi all’incontro, legò il suo destriero ad un palo proprio vicino al capanno dove già Delacroix aveva  legato il suo. Dodici genovesi dodici, poveri ed affamati e stanchi dei topi, che neanche più si trovavano, transitarono sulla stessa spiaggia. La vista di due cavalli sembrò loro un miraggio. Carne vera, carne fresca. Una manna! La dozzina si armò di bastoni di legno raccolti in spiaggia e, pronta a tutto, si avvicinò al capanno. Delacroix, da abile e provetto militare, si avvide del pericolo imminente e si vestì frettolosamente, invitando Luigina caduta da cavallo a fare lo stesso; egli balzò fuori impugnando la spada. La lotta fu impari, ma il giovane riuscì a far salire Luigia Pallavicini caduta da cavallo sul suo destriero e lo spronò per farlo allontanare. Iniziò una frenetica corsa verso la salvezza della Pallavicini caduta da cavallo. Di Delacroix e del suo destriero non si seppe più niente.

L’animale fu certamente mangiato, gli amici e commilitoni del capitano non poterono che sperare che non avesse fatto la stessa fine il Capitano. Ora le versioni circa la caduta sono due: o la donna fu aggredita a bastonate dall’affamata dozzina e si inventò la storia dell’incidente per non dover confessare il tradimento, oppure cadde per davvero perché la chioma le fu d’intralcio.

Nell’un caso o nell’altro fu solo colpa sua, non di colui che le insegnò a cavalcare, non trovi? Caro Ugo, mi dispiace, mi è sembrato giusto che tu sapessi.