mag 11, 2015 | Post by: admin Commenti disabilitati

PRIMAVERA? NO, GRAZIE di Antonella Corna

 

Adoro la primavera!

…Il ritorno all’ora legale, le giornate che si allungano, il risveglio della natura,  il garrito delle rondini, le prime passeggiate al mare, il motore roboante delle moto che si rimettono in strada di primo pomeriggio…mentre tu sonnecchi con i balconi aperti…

Che meraviglia! La primavera è proprio il tempo giusto per rifare pace con la vita, dedicarsi il tempo di una uscita in bicicletta, estasiarsi davanti ai peschi in fiore, innamorarsi di ogni cosa, di ogni sorriso. Guardare le vetrine finalmente interessati, comprare  una maglietta colorata, cambiare il taglio dei capelli, portare i bambini al parco giochi, dedicarsi all’orto, organizzare  gite fuori porta, godersi il primo gelato di stagione, assaporare le primizie, fragole nespole ciliegie fave. Sentirsi finalmente pronti alle decisioni più improbabili come smettere di fumare, di ingrassare, di bere alcolici o di ingozzarsi di cioccolata….

Ci sono milioni di motivi per amare la primavera, ma quello che ho avuto modo di apprezzare davvero nei giorni scorsi indovinate qual è? Riporre definitivamente nel ripostiglio il cesto delle medicine!

Si perché non so com’è trascorso l’inverno a casa vostra, ma da me è stato tragico.

E’ iniziato tutto con un banale raffreddore…che però non passava. E allora che fai? Un Tachiflu a portata di mano ci vuole, lo sciogli in acqua calda e il gioco è fatto. Lo estraggo dal cesto che tengo ordinatamente riposto nello scaffale del ripostiglio e lo porto in cucina, proprio lì a portata di mano, vicino al microonde. Ma il raffreddore non passa, ostruisce le vie respiratorie … porto anche la Rinazina spray.          

Ma quello, a dispetto, diventa pernicioso e  prende pure un po’ la gola, che comincia a raschiare. Ci vuole un antiinfiammatorio … e porto in cucina le prime bustine che trovo, tanto in casa tutti abbiamo tutto. Per un paio di giorni la situazione si stabilizza, ma al terzo mi prendono dei dolori lancinanti allo stomaco.

- Hai preso il gastroprotettore? Mi dice il medico!… e così porto in cucina anche quello.

- Mamma mi hai mischiato il raffreddore – comincia a lagnarsi una figlia – non posso respirare ho il naso completamente tappato!

E’ inutile dirvi che la Rinazina non si può dare ai bambini … Vicino al microonde comincio ad affastellare un ingombrante quanto inutile spray all’acqua di mare, seguito a ruota da duplice confezione di Clenil e di cortisone per applicazioni inalatorie tre volte al giorno. Ma ho l’apparecchio rotto e devo comprarne uno nuovo, che posiziono in bella vista affianco al microonde, insieme alla bottiglia in vetro di soluzione fisiologica che lascio un po’ in disparte con la siringa inserita.

Intanto sono trascorsi quasi venti giorni ed io sto sempre peggio. Il medico si decide a darmi l’antibiotico solo quando gli rivelo le cinquanta sfumature di verde dei miei fazzoletti. Due belle scatole che…manco a dirlo…vanno a finire dietro al microonde. Ma a me gli antibiotici alterano la flora intestinale e non posso fare a meno dei fermenti, che aggiungo premurosamente al mucchio.

Nonostante l’impegno profuso la situazione non migliora, anzi. Mia figlia attacca con la tosse. Cerco spazio per lo sciroppo mucolitico e per le caramelle sedative che tamponano la situazione in attesa di auspicata guarigione.

- Abbiamo le difese immunitarie troppo basse! – sentenzia mio marito. E rincara la dose con compresse effervescenti di vitamine e ricostituenti per os, che si contendono il posto delle compresse di ferro che prendo a giorni alterni e della Tachipirina che ho sempre a portata di mano perché mi cura il mal di testa.  

Dietro al mio microonde ormai era  il caos…un lazzaretto, una corsia d’ospedale, un intero scaffale farmaceutico… Ci mancava solo l’integratore per la cartilagine che mi si comincia a sfaldare (come ho appurato con risonanza magnetica dopo essere rimasta con le ginocchia bloccate per dieci giorni)!

Poi finalmente un tiepido affaccio di primavera. E allora capite la mia felicità. Per festeggiare si va a fare una bella passeggiata in campagna.

Ma non avevo fatto i conti con un altro nemico, ancora più temibile. Non appena mi affiora in mente, un urlo agghiacciante mi si contrae in gola: I POLLINI…