ago 05, 2015 | Post by: admin Commenti disabilitati

ELOGIO DELL’AMICIZIA di Angelica Cassano

 

Alla parola Amicizia il dizionario recita così: “sentimento di vivo affetto tra due o più persone”.

Se consultiamo Wikipedia il concetto si approfondisce: “Rapporto alla pari basato sul rispetto, la stima e la disponibilità reciproca”.

Nella sfera mistica troviamo Giovanni, che nel Vangelo scrive: “Non esiste amore più grande di questo, dare la vita per i propri amici”.

E infine c’è Cocciante, che per un amico andrebbe a piedi fino a Bologna, passerebbe qualche notte in prigione e cederebbe persino la sua amata! Ma Riccardo è un caso clinico.

Sicuramente ognuno di noi ha avuto la sua amica del cuore, quella che, sin dall’infanzia, ti accompagna lungo il percorso della vita, quella con cui hai condiviso tante bravate indicibili e anche se non la vedi più da anni, il suo ricordo resta indelebile. E basta un incontro casuale per rivivere il passato.

Conoscenze ne abbiamo tante, anzi oggi possiamo tranquillamente parlare di centinaia di “contatti” sui vari social, ma gli amici veri si contano su un palmo della mano.

Certo, come ogni sentimento che si rispetti, anche l’amicizia, come l’amore, non è facile da gestire. Ci vuole molta pazienza e comprensione, soprattutto quella rara virtù di non giudicare mai l’operato altrui e, quindi, di rispettare i diversi caratteri, ambizioni, reazioni e direzioni.

Come diceva Madre Teresa Calcutta “Se giudichi le persone non avrai tempo per amarle”. E poi, mica è detto che un’amica debba essere a nostra immagine e somiglianza…Neppure il Signore lo pensava, checché si dica nella Bibbia!

Molto spesso è esattamente il nostro opposto. Tanto tu sei sobria e discreta, quanto lei è appariscente ed esuberante. Ma al di là del mero aspetto esteriore, con lei condividi tutto un mondo di emozioni e, soprattutto, di risate irrefrenabili e insensate. Oggi trovare qualcuno che ci faccia ridere è una rarità; i più, appena ti avvistano, ti riversano addosso un fiume di frustrazioni e dopo due ore di muto ascolto ti senti così calata nella parte dello psicanalista che sul citofono di casa cerchi il campanello con su la scritta Freud! Del resto l’amica depressa tocca a tutti prima o poi!

Poi c’è l’amica generosa, simpatica briosa, quella che ti racconta tutto di sé, dei conoscenti e degli sconosciuti e che farebbe concorrenza alla migliore rivista di gossip sul mercato.

Infine c’è lei, l’amica di sempre, onnipresente in ogni momento, bello o brutto, della tua vita, quella che fa parte della schiera di amici che, come dice Kingsmill[i] “…sono il modo di Dio per scusarsi dei parenti”.

Che poi non è affatto vero che le donne tra di loro sono competitive, che fingono affetto per pugnalarsi alle spalle alla prima occasione. Tutte malevole fantasie degli uomini. Eh sì, perché l’uomo un po’ d’invidia la prova dinanzi ad un bel rapporto di amicizia tra due donne. I maschi non sono molto bravi nelle confidenze, prerogativa esclusivamente femminile.

Quando loro si vedono, che fanno? Parlano di calcio e guai se tifano per squadre avversarie, possono arrivare persino alle mani. Oppure discutono di politica, e se hanno tendenze diverse ognuno resta caparbiamente ancorato alle sue posizioni come una patella allo scoglio. Infine discorrono di donne, giudicandole esclusivamente per le loro misure, e non mi riferisco a quelle dei piedi, e di leggendarie avventure extraconiugali.

Sull’amicizia tra un uomo e una donna ho qualche remora. Certo sarebbe cosa bellissima, due punti di vista che s’incontrano, ma succede che puntualmente uno dei due s’infatui dell’altro e il rapporto si scioglie come neve al sole. Non a caso Wilde sosteneva che fra uomini e donne non può esserci amicizia. Vi può essere passione, ostilità, adorazione, amore, ma non amicizia.

Per non parlare della folta schiera dei nemici-amici, dai quali è bene stare lontani 20.000 leghe (sotto i mari). L’opportunismo è un modus vivendi ben radicato nei gusci egoistici della nostra società e l’amicizia disinteressata è ormai in via d’estinzione. Dopo fregature a catena devi essere proprio “de coccio” se ci ricaschi, e se le prime volte ci stai male, l’amara esperienza e i ripetuti graffi ti insegnano a riconoscere il grimpeur[ii] di turno.

Nonostante tutto, rimorsi e rimpianti MAI! Come Atlante reggeva il peso del mondo, così noi dobbiamo portare il nostro vissuto alla stregua dell’invincibile corazza degli Avengers.

La vita non è un canovaccio prestabilito, ma come l’amore e l’amicizia, è un mistero intriso di casualità, incontri inaspettati e variegate esperienze da cui trarre sempre il meglio.



[i] Hugh Kingsmill, scrittore e giornalista inglese vissuto tra la fine dell’800 e la prima metà del ‘900.

[ii] Arrampicatore, scalatore, molto usato, oltre che per gli sport alpini, anche per definire i ciclisti specializzati in salita.

L’immagine di copertina, Interno a Nizza, quadro del 1920 di Henry Matisse, è tratta dalla mostra tenutasi al Vittoriano di Roma nel 2007 per celebrare l’amicizia tra Matisse e Bonnard, quest’ultimo pittore a sua volta, contemporaneo del primo.