ott 21, 2012 | Post by: admin No Comments

IL CAMMELLO DI COPERNICO

E’ un’esigenza fondamentale che la teoria su cui si basa una religione non venga messa in discussione: l’edificio teorico é troppo pericolante perché si possa sottrarre anche un solo tassello.
Conosciamo di più le difficoltà che la dottrina religiosa soffre per i progressi del sapere scientifico, ma anche dal passato potrebbero arrivare insidie destabilizzanti, per via di errori (di traduzione, di concetto) che da due millenni sono pur sotto gli occhi di tutti, ma hanno anestetizzato il nostro senso critico, arrivando a diventare luoghi comuni.
Fra le figure retoriche che riesce più difficile tradurre in immagini c’é il cammello che passa, o almeno prova a passare, nella cruna di un ago: nella mia immaginazione non é mai andato oltre la prima gobba…
Sorprende l’utilizzo del cammello come figura retorica, perché in tale contesto equivale a qualunque altro oggetto o animale: potremmo immaginare torri, secchi, pantegane e commercialisti provare ad attraversare lo stretto pertugio, ed invece salta fuori il cammello; già, da dove salta fuori?
Il termine aramaico “gamal”, che é stato tradotto con “cammello” in realtà indica anche la gomena, robusta corda utilizzata in passato in marineria; immaginare di far passare una gomena nella cruna di un ago assume allora il senso dell’assurdo proprio della figura retorica, e non dell’assurdo logico.
Vi sono errori però forieri di maggiori conseguenze, ed a volte non casuali; su tutti l’equivoco sulla Gehenna: si tratta di una piccola valle, attualmente edificata, ma all’epoca di Cristo utilizzata come immondezzaio di Gerusalemme, una grossa città i cui i rifiuti affluivano alla discarica di continuo, alimentando un fuoco perenne. Gesù invocò il fuoco eterno della Gehenna come punizione, molto terrena e concreta, dei peccatori, ma lo stesso dalle fiamme dell’immondezzaio all’invenzione del fuoco eterno dell’inferno il passo é stato breve.
Nicola Lembo