ott 21, 2012 | Post by: admin No Comments

E due……continuiamo così

La parte più difficile è continuare dopo un buon inizio. Di questo siamo certi viste le numerose e lusinghiere manifestazioni di consenso che ci avete tributato, fin troppo generosamente. In questo secondo numero fanno il loro esordio nuovi collaboratori, che hanno con entusiasmo accolto il nostro invito. Nessuno di loro, come noi del resto, è un professionista, ma aderisce alla filosofia oblomoviana, fatto che costituisce per noi lo stimolo maggiore ad andare avanti.

La rubrica retrogusto si arricchisce di una ricetta sul sugo di carne con brasciola, quello della domenica, per intenderci, proposta con stile molto personale da Giovanni Di Croce, novello Artusi della cucina casalinga; a seguire un breve ma struggente racconto sentimentale di Paolo La Cava, con sorpresa finale e un insolito, ma sentito ricordo dedicato ad un noto pasticcere lucerino, recentemente scomparso, a cura di Salvatore Caliano.

Continuano le prolifiche riflessioni di Nicola Lembo, opinionista sui generis, che stavolta ci minaccia con un inquietante ritorno dello spettro che il secolo scorso si aggirava per l’Europa, oltre ad un esercizio filologico su un antichissima figura retorica frutto di un equivoco causato da una traduzione errata dall’aramaico.

Nella rubrica storica troverete la presentazione della tesi di laurea di Valentina Mustone, che rievoca la storia della colonia agricola di Lucera.

La pagina politica si arricchisce di una riflessione sulla realtà politica italiana di questi giorni, con particolare riferimento alle primarie del PD, sempre più simili ad un reality.

Infine una doppia recensione che accomuna, col linguaggio dei corpi, il film francese “Sapore di ruggine e ossa” di Jacques Audiard e la personale di Mosè La CavaI’m mainstream”.

Come si vede la via maestra si traccia man mano, poiché non abbiamo obbiettivi predeterminati o ambiziosi da raggiungere, ma con molta calma, come direbbe Oblòmov, costruiremo la nostra città futura. Grazie e continuate a seguirci.

La redazione