ott 28, 2012 | Post by: admin No Comments

L’Amore violato di Joe Wine

L’hanno sfregiata brutalmente, con violenza, mentre era da sola, di notte, in un vicolo poco illuminato. “Bastardi, guarda cosa ti hanno fatto!” ho urlato, soffocando lacrime di dolore e di rabbia mentre passavo delicatamente le dita su quelle ferite, superficiali sì, ma profonde nell’anima. La guardavo attonito, paralizzato dal peso insostenibile della mia responsabilità: io dormivo. Pensate, lei era là fuori, alla mercé di individui abbietti e violenti, e io…dormivo!

Adesso chi potrà mai restituirle la verginità violata, chi mai potrà ridarmela come era prima, chi potrà cancellare quei segni che a me appaiono tragicamente indelebili, inferti con una rabbia feroce, quasi che si volesse colpire me, aggredendo lei.

Tutta la sua vita mi scorre davanti nitida, nonostante il velo di lacrime che mi offusca la vista. Ricordo le discussioni accese con mia moglie, quando non voleva saperne di aggiungere un’altra spesa al bilancio familiare. “Abbiamo già una figlia da mantenere, e sai quanto ci costa!”. Pensate alla grettezza mentale di questa donna, la definiva “una spesa”. “E le soddisfazioni, e le gioie?”, rintuzzavo io. La convinsi impegnandomi a provvedere alle sue cure.

Quando entrò finalmente a far parte della famiglia mantenni l’impegno. La lavavo, provvedevo ai ricambi, e la tenevo sempre in ordine e profumata. Con me ha fatto i primi passi, che adesso sono chilometri percorsi insieme sulle strade della vita, e si vede. Sì, perché mentre il suo rapporto con mia moglie è sempre stato conflittuale, costellato di piccoli incidenti, ero io ad accorrere per porre rimedio. Ma quello era niente, si sa, le donne sono fatte così. Questa volta è diverso: è la malvagità e la cattiveria che leggo in quelle ferite che mi sprofonda nello sconforto. Ma cosa ti aveva fatto di male? Hai colpito vigliaccamente lei, indifesa, per far del male a me? Benissimo, bravo, ci sei riuscito.

Adesso siamo qui, alla fredda luce di un neon, aspettando il responso di un tale che mi hanno descritto come un autentico luminare in materia. Lo osservo trepidante, mentre le gira intorno pensoso con sguardo clinico, analizzando la gravità della situazione, che si appalesa, struggente, nella frase che non avrei mai voluto sentire: “Se deve rivernicià tutta, dottò…”.