ott 28, 2012 | Post by: admin No Comments

Il Ladro di Paolo La Cava

A volte quando giro per strada mi sorprendo a rubare.

La cosa non mi fa preoccupare più di tanto. No, non sento alcun rimorso perché in fondo quello che rubo è, in un certo senso, lasciato dai legittimi proprietari in balia di qualcuno che se lo porti via.

Le persone non sembrano particolarmente preoccupate del fatto, anzi a volte, pagano perché io lo faccia.

Rubando ciò che gli porto via, in qualche modo entro nelle loro vite, capisco molto del derubato: se lavora, se è ricco, se si vuole bene, verso che ora è uscito di casa. Profano le intimità ma pare che questo a loro non dia proprio fastidio.

Rubo odori!

Da anni ormai, passando di fianco ad una persona le porto via alcune molecole che cerco di conservare dentro di me. Per fortuna non ho bisogno di ricettatori, ho sempre odiato gli intermediari che si arricchiscono sul tuo lavoro e su quello che rischi.

Intendiamoci il rischio è limitato ed il reato è stato depenalizzato da un precedente governo…

È un po’ imbarazzante, quando sei sul metrò e ti metti dietro qualcuno per portargli via eteri ed esteri che lui tutto sommato ha pagato un sacco di soldi.

È molto diverso “rubare” un odore o un profumo rispetto al solo sentirlo, lì sei intenzionato, vai di proposito.

La prima volta fu con una signora un po’ rotonda che venne a casa a trovare mia madre. Poi mi sono esercitato nel tempo. I furti migliori, è ovvio, sono quelli a danno delle belle signorine.

L’odore ti inebria sempre. Alle volte porto via per caso qualcosa che un signore un po’ dandy ha lasciato sulla cornetta di un telefono pubblico.

Altre volte l’essenza che usava abitualmente un mio nemico mi fa sobbalzare per strada.

Non voglio dividere il mondo in categorie, però dall’odore o dalla colonia si capiscono molte cose.

L’odore della pelle cotta al sole mista al rame solfato di chi lavora in un vigneto. Il fresco profumo dell’avvocato anziano, appena rasato. Puoi distinguere una classe sociale oppure se il tipo è un po’ timido, in quel caso troppo, troppo profumo. Le aspirazioni di una persona, considerando che con l’odore che si è costruito vuole impressionare qualcuno.

Io a loro insaputa cerco di infilarmi nelle loro vite, capire, mentre li incrocio che cosa stanno pensando.

Già, perché non visto, mi piace portare via alcuni nanogrammi della loro esistenza.