ott 28, 2012 | Post by: admin No Comments

Un’idea: rinominiamo il Nobel di Joe Wine

Ci risiamo, L’Accademia Reale Svedese delle Scienze ha assegnato l’ennesimo discusso Premio Nobel. Questa volta si tratta di quello per la Pace conferito all’Unione Europea, che ha destato polemiche simili a quello dato nel 2009 a Barack Obama, il Presidente della Nazione con il più grosso arsenale di armi di distruzione di massa del pianeta. E che dire di quello assegnato nel 1979 a Madre Teresa di Calcutta, quella che curava i malati, poveri, con le preghiere, mentre lei andò a farsi curare nelle migliori cliniche, cercando di sfuggire a tutti i costi al Paradiso? Ma questo è nulla in confronto al Premio Nobel per la Letteratura del 1997, riconosciuto a Dario Fo, insinuando l’atroce dubbio che gli svedesi si siano convinti che la lingua italiana si parli farfugliando frasi incomprensibili anche per chi le pronuncia.

Certo, bisogna ammetterlo, le premesse non erano delle migliori. Il Premio Nobel fu istituito nel 1895 secondo la volontà testamentaria di Alfred – manco a dirlo – Nobel, uno svedese che inventò la dinamite. D’accordo, qualcuno osserverà che la dinamite ha fatto tanto per lo sviluppo della civiltà, rendendo possibile realizzare gallerie, cave, miniere alleviando l’Uomo da lavori certamente faticosi e rischiosi, ma l’immagine che evoca il celebre esplosivo nella mente di tutti noi è piuttosto simile a quel fascio di candelotti che nei film western dilaniava i corpi di un numero imprecisato di cattivi, mettendo la parola fine a stucchevoli sparatorie.

Sia chiaro che non ho nulla contro gli svedesi, il cui ingegno non si mette in discussione. Pensate ad esempio a quella che forse è la più celebre delle loro invenzioni: il famoso “quadro svedese”. Un oggetto di considerevoli dimensioni appeso alle pareti di tutte le palestre delle scuole, sostanzialmente inutilizzato e destinato spesso ad essere solo osservato dagli studenti, da cui il nome, appunto, di “quadro”. Quindi, per non togliere nulla alla Svezia, proporrei di rinominare il Premio Nobel in Premio Ikea. Sarebbe senz’altro più adeguato alle finalità che il Nobel si prefigge, e cioè di promuovere la scienza e la conoscenza.

Credo fermamente che insegnare al mondo intero come montare mobili con una brugola ha avuto certamente effetti più benefici sull’umanità di quanto non abbia fatto la dinamite. E insegnare al mondo intero cos’è una chiave a brugola è una conquista culturale che meriterebbe di essere presa in maggiore considerazione.