ott 28, 2012 | Post by: admin No Comments

GLOSSARIO
di Michele Colucci

Spesso i media non dicono la verità; in particolar modo giornali e televisioni trasformano fatti e notizie al servizio della causa che sposano o dell’ideologia di cui sono permeati. Ancor meno bisogna credere ai politici, soprattutto quando rilasciano dichiarazioni ai media. Qui di seguito troverete una guida che vi consentirà di orientarvi meglio tra la giungla di informazioni disponibili e di neologismi giornalistici, alcuni anche molto suggestivi (ma proprio per questo più insidiosi) e vi permetterà di svelare le menzogne più eclatanti, o bufale o patacche che dir si voglia.

Tritacarne mediatico: campagna di delegittimazione dell’avversario politico condotta con qualsiasi mezzo, dalla calunnia alla falsificazione di documenti (sinonimi: macchina del fango; dossieraggio)

Smentita: consente di dire tutte le stronzate che si vogliono, tanto poi si può sempre smentire.

Dimissioni: termine desueto e ormai del tutto abbandonato in politica (contrario: attaccamento alla poltrona).

Primarie: pratica di autoflagellazione ideata masochisticamente dal PD per eliminare i propri candidati.

Rottamazione: pretesto escogitato dal Renzi per sbarazzarsi dei nemici interni nel partito.

Macchina del fango: infernale meccanismo in cui incappa la vittima del tritacarne mediatico (sinonimi: dossieraggio; tritacarne mediatico).

Utilizzatore finale: neologismo introdotto dal Ghedini a giustificazione di chi sfrutta i servigi del magnaccia (o lenone).

Macelleria sociale: nulla a che vedere con una rivendita di carni dai prezzi concorrenziali, quanto piuttosto a misure che incidono sull’economia e soprattutto sulle vostre tasche, senza guardare in faccia nessuno

Lacrime e sangue: questi due sostantivi, già inquietanti singolarmente, usati in coppia da un politico diventano terrificanti e preludono a immani sacrifici economici che stanno per chiedervi.

Spending review: letteralmente revisione di spesa, ma di fatto prelude a manovre che tagliano spese in settori essenziali, come sanità, scuola, giustizia, lasciando inalterati gli sprechi più eclatanti quali i costi della politica, gli enti inutili e gli stipendi dei top manager.

Spread: è il differenziale tra i titoli di stato tedeschi e quelli italiani; il suo aumento esponenziale prelude al cambio di governo e può anche giustificare un golpe silente come l’imposizione del governo Monti.

Dossieraggio: indica l’attività di preparazione di documenti tarocchi finalizzata allo sputtanamento mediatico del nemico di turno (sinonimi: macchina del fango, tritacarne mediatico).

Choosy (pronuncia: ciùsi): letteralmente schizzinoso. Aggettivo graziosamente affibbiato dalla ministra Fornero ai giovani contemporanei per sottolinearne la poca adattabilità ai mestieri più umili, dimenticando che la figlia, Silvia Deaglio, occupa due posti fissi, salvo poi smentire (v. sopra smentita) affannosamente dopo che la frittata ormai era fatta. Qualcosa di simile combinò il ministro Padoa Schioppa, quando definì i giovani bamboccioni, usando un termine dispregiativo che enfatizzava la tendenza a rimanere a vivere coi genitori, per procrastinare nel tempo il salto nel buio dell’ingresso nel mondo del lavoro. Abbiamo visto com’è andata a finire per il povero ministro: chissà se sotto sotto prendersela coi giovani non porti un po’ sfiga? Fossi nella Fornero inizierei a fare gli scongiuri!

…..à suivre