nov 24, 2012 | Post by: admin No Comments

FRATELLI DI SALE O SAPORE D’ITALIA – PROPOSTA DI MODIFICA
di Fernando Antonio Casiere

Non ho mai capito perché le parole dell’inno di Mameli, cantate sulle note della canzone “sapore di sale“, suonino perfette. Addirittura meglio che sulle note originali scritte da Michele Novaro.

Infatti nell’inno nazionale si è costretti sempre ad allungare le vocali in modo da creare una nuova sillaba (Fratè ellì d’Ità alià l’Ità alià s’è dè està  dell’è elmò di Scì ipiò s’è cì intà la tè està) e così via.

Nella canzone sapore di sale l’allungamento delle vocali avviene poche volte (sapòre di sà ale sapore di mare che hai sulla pè ellè cha hai sulle labbra).

Provare per credere.

La risposta a questo amletico dubbio potrebbe essere cercata in assonanze metriche di origine classica. Oppure (molto più probabilmente) in mere e banali coincidenze.

Resta, però, un dato certo: le parole di Mameli, oltre che per la musica di Novaro, sarebbero state perfette anche per la melodia di Gino Paoli. Anzi, ancora di più.

Purtroppo, le circostanze della sue breve vita hanno impedito a Goffedo Mameli (classe 1827) di incontrare il cantautore genovese (classe 1937).

Considerando le polemiche contro la melodia di Novaro (ritenuta una banale marcetta) e la volontà di modificare l’inno d’Italia con “Va pensiero” si potrebbe trovare una terza soluzione.

Parole di Goffredo Mameli e musiche di Gino Paoli. E’ vilipendio?